Ecco vicine, o bella tigre

Monteverdi, Claudio

Ecco vicine, o bella tigre, l'ore

che tu de gli occhi mi nasconda i rai:

ah che l'anima mia non sentì mai,

meglio che dal partir, le tue dimore!

Fuggimi pur con sempiterno errore:

sotto straniero ciel, ovunque sai

che, quanto più peregrinando vai,

cittadina ti sento in mezzo al core.

ma potess'io seguir, solingo errante,

o sia per valli o sia per monti o sassi,

l'orme del tuo bel piè leggiadre e sante:

ch'andrei là dove spiri e dove passi,

con la bocca e col cor, devoto amante,

baciando l'aria ed adorando i passi.