Gugliermo Ratcliff

Mascagni, Pietro

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Gugliermo Ratcliff Libretto

RATCLIFFMusica di Pietro Mascagni

RATCLIFFOpera in Quattro Quadri

RATCLIFFLibretto di Heinrich Heine

RATCLIFFTraduzione di Andrea Maffei

RATCLIFFConte DOUGLAS, fidanzato di Maria (Baritono)

RATCLIFFGUGLIELMO RATCLIFF (Tenore)

RATCLIFFLadri e mariuoli:

RATCLIFFROBIN (Basso)

RATCLIFFDICK (Tenore)

RATCLIFFJOHN (Basso)

RATCLIFFBELL (Baritono)

RATCLIFFTADDIE (Tenore)

RATCLIFFUN SERVO (Tenore)

RATCLIFFMasnadieri - Servi - Convitati alle nozze

RATCLIFFL'azione si svolge nella Scozia settentrionale, verso il 1820

SYSTEMQUADRO I

RATCLIFFStanza nel castello di Mac-Gregor.

SYSTEMSCENA I

Maria, Conte Douglas, Mac-Gregor e Margherita.

(Margherita accovacciata e immobile in un angolo).

impalmando Maria e Douglas

MAC-GREGORSposo e sposa voi siete, e come unite

MAC-GREGORStan or le vostre mani, i cuori vostri,

MAC-GREGORNel dolor, nella gioia, oggi e per sempre

MAC-GREGORStiano uniti così. Legati insieme.

MAC-GREGORV'han la Chiesa e l'Amor, due sacramenti

MAC-GREGORDi gran virtù: due volte i vostri capi

MAC-GREGORSon per ciò benedetti, ed anche il padre

MAC-GREGORLa sua destra v'impone e benedice.

mette le mani sul capo di tutt'e due

DOUGLASMilord! padre chiamarvi oggi m'è vanto.

MAC-GREGORE vanto a me maggior chiamarvi figlio.

si abbracciano

canta coll'accento interrotto dal delirio

MARGHERITA"Perchè rossa di sangue è la tua spada?...

MARGHERITAEdvardo, Edvardo?"

si volge atterrito e guarda Margherita

DOUGLASGiusto Dio! qual voce

DOUGLASVitrea, Milord! Quella muta figura

DOUGLASIncomincia a cantar...

con riso forzato

MAC-GREGORNessun pensiero

MAC-GREGORElla vi dia. La pazza Margherita

MAC-GREGORDel castello è colei. Da mesi ed anni

MAC-GREGORCatalettica ell'è: con occhi immoti

MAC-GREGORSta lunghe ore accosciata, e, come un sasso

MAC-GREGORFaria, se lingua avesse, a quando a quando

MAC-GREGORSi mette a canticchiar qualche sua vecchia

MAC-GREGORCanzon.

DOUGLASPerchè tener quello spavento

DOUGLASNel castel?

piano

MAC-GREGORZitto! zitto! Ogni parola

MAC-GREGORElla intende. Cacciata io ne l'avrei

MAC-GREGORDa lungo tempo... ma non oso...

MARIAVia! lasciate la povera, la buona

MARIAMargherita, e più tosto ci narrate,

MARIADugla, alcun che di nuovo, in qual maniera

MARIAVivesi a Londra? A noi, qui nella Scozia,

MARIANulla ne giunge.

DOUGLASÈ sempre il vecchio andazzo,

DOUGLASVi si corre a cavallo ed in calesse,

DOUGLASUn premere, un calcar per ogni via;

DOUGLASDi giorno vi si dorme, e della notte

DOUGLASVi si fa giorno; e sale all'uso aperte

DOUGLASDe' lottatori; e quel non mai sospeso

DOUGLASSuccedersi di crocchi e di banchetti.

DOUGLASDrurilà n, Coventgarda han sempre folla

DOUGLASDi spettatori, e l'opera vi romba.

DOUGLASNote di banca d'una lira, in cambio

DOUGLASDi note musicali; e: "Dio - vi s'urla -

DOUGLASSalvi il Re!" Nelle mèscite più buje

DOUGLASStanno politicando i patriotti,

DOUGLASSoscrivono, scommettono, bestemmiano,

DOUGLASSbadigliano, e fan molle il gorgozzule

DOUGLASAlla prosperità dell'Inghilterra.

DOUGLASFumano le bistecche ed i bodini,

DOUGLASLa birra spuma, il cerretan ti scrive

DOUGLASIl suo recipe, e ghigna: i borsajoli

DOUGLASTi si stringono a' panni, i truffatori

DOUGLASCon loro uggiose cortesie, molesti;

DOUGLASMolesto l'accatton co' suoi lamenti,

DOUGLASCol suo misero aspetto; e d'ogni cosa

DOUGLASMolesto più lo stolido costume

DOUGLASDell'abbigliarsi: quella stretta giubba,

DOUGLASQuel solino stecchito e quel cappelo

DOUGLASChe par la torre di Babel.

MAC-GREGORSia lode

MAC-GREGORAl mio sajo scozzese e al mio berretto

MAC-GREGORVoi ben faceste a scuotervi di dosso

MAC-GREGORQue' vestiti da matto. Un Dugla, o conte,

MAC-GREGOREsser debbe di fuor come di dentro

MAC-GREGORVero scozzese; e l'animo mi gode

MAC-GREGOROggi che tutti voi nel caro io veggo

MAC-GREGORPatrio costume.

MARIADel viaggio vostro

MARIADiteci.

DOUGLASIn carro io giunsi ove la Scozia

DOUGLASComincia; ma l'andar pareami lento,

DOUGLASTanto che in Oldiburgo io m'acconciai

DOUGLASCon un cavallo. All'animal gli sproni

DOUGLASFeci sentir, ma pungere lo sprone

DOUGLASD'amor sentia me pure, lo non avea

DOUGLASPensiero che di voi. Talchè per selve,

DOUGLASPer monti e per pianure il mio cavallo

DOUGLASColla prestezza dello stral mi trasse.

DOUGLASCavalcando così ne' miei pensieri

DOUGLASPel bosco d'Invernè, mancò ben poco

DOUGLASChe mal m'incogliesse. A un tratto

DOUGLASI fischi d'alcune pallo che presso gli orecchi

DOUGLASMi strisciar, dal mio sogno uscir mi fero.

DOUGLASTre ladroni di strada a me fur sopra.

DOUGLASAppiccossi la zuffa, e come pioggia

DOUGLASCadean colpi su colpi. Io ben difesi

DOUGLASLa pelle mia; ma pure avrei dovuto

DOUGLASSoccombere... Dio buono! impallidisce

DOUGLASMaria!... vacilla... cade!

(Margherita balza in piedi

e sostiene nelle su braccia Maria che sviene).

MARGHERITAOh la mia bimba,

MARGHERITAGuancia di rosa! è bianca come un lino,

MARGHERITAFredda come una pietra. O Dio!

(parte cantando e parte parlando,

mentre accarezza Maria)

MARGHERITAApri, piccina,

MARGHERITABambola mia,

MARGHERITAGli occhietti cari.

MARGHERITANon vo', bambina,

MARGHERITAChe freddi al pari

MARGHERITAD'un marmo sia...

MARGHERITARose, amor mio,

MARGHERITASu le tue gote

MARGHERITAPallide, immote

MARGHERITAVersar vogl'io...

MAC-GREGORFinisci,

MAC-GREGORFemmina sciagurata! e non t'avvedi

MAC-GREGORCome più le scompigli il capo infermo

MAC-GREGORCon quel tuo vaniloquio?

minacciando col dito

MARGHERITAE tu mi sgridi?

MARGHERITATu?... Le tue mani lava pria, le rosse

MARGHERITATue mani, e non lordar la bianca veste

MARGHERITADi sposa alla mia bimba. Io tel consiglio

MARGHERITAVa! dico, va!

in ansia

MAC-GREGORFarnetica la vecchia!

canta

MARGHERITA"Apri, piccina,

MARGHERITAGli occhietti cari..."

torna in sè e si appoggia a Margherita

MARIAOr ben! come fini? Seguite... ascolto.

DOUGLASDuolmi, che il mio racconto...

DOUGLASUdite adunque!

DOUGLASUn altro cavaliero a briglia sciolta

DOUGLASSopravvenne improvviso, e que' ladroni

DOUGLASAlle spalle assalì menando il ferro

DOUGLASCon grande vigorìa. Ripresi allora

DOUGLASAnimo io stesso, mi sentii la mano

DOUGLASPiù libera alla pugna, e i tre ladroni

DOUGLASMettemmo in fuga. Al mio soccorritore

DOUGLASRender volli merchè; ma: "Non ho tempo",

DOUGLASGridommi, e spronò via.

sorridendo

MARIADiam grazia al cielo!

MARIAProvai non poca ambascia: or rinfrancata

MARIAMi sento. Rita! guidami. Le amiche

MARIAStanno spettando nella sala.

angosciata a Mac-Gregor

MARGHERITAOh meco

MARGHERITACorrucciarti non dei! Non sempre è pazza,

MARGHERITANo, la povera Rita.

MAC-GREGORAndate! in breve

MAC-GREGORNoi pur vi seguiremo.

(Maria e Margherita escono).

SYSTEMSCENA II

MAC-GREGORMac-Gregor e Douglas

DOUGLASIo n'ho stupore!

DOUGLASA svenir così facile è Maria?

DOUGLASMolto oppressa è quest'oggi.

DOUGLASImbiancata, trema al più lieve rumor.

MAC-GREGORTenervi, o Dugla,

MAC-GREGORIo non voglio e non posso ancor segreto

MAC-GREGORCiò che l'anima tanto alla mia figla

MAC-GREGOROggi commuove; e chieggovi perdono

MAC-GREGORSe vel tacqui finora. Alla follia

MAC-GREGORCh'io prudente stornai dal vostro capo,

MAC-GREGORCerco voi stesso avreste, e senza posa

MAC-GREGORInseguito quell'uom che di Maria

MAC-GREGORTurbò la pace.

DOUGLASE chi turbare osava

DOUGLASLa pace di Maria? Milord, parlate!

MAC-GREGORCon animo tranquillo il luttuoso

MAC-GREGORRacconto udite. - Il sesto anno già corre

MAC-GREGORChe nel nostro castello uno studente

MAC-GREGORPellegrino arrivò. Venia costui

MAC-GREGORD'Edimburgo, e chiamavasi Guglielmo

MAC-GREGORRatcliff. Io conosciuto un tempo avea,

MAC-GREGOR- E ben, ben conosciuto! - il padre suo,

MAC-GREGORDi nome Edvardo; e quindi acolsi il figlio

MAC-GREGOROspitalmente, e di tetto e di mensa

MAC-GREGORPer un quindici di gli gui cortese,

MAC-GREGOREgli vide mia figlia e troppo addentro

MAC-GREGORNegli occhi la fissò; poi die' principio

MAC-GREGORAi sospiri, ai languori, alle querele.

MAC-GREGORTanto che la fanciulla aperto e netto

MAC-GREGORComprendere gli fe' che l'era uggioso.

MAC-GREGORChiusi fiasco ed amor nella valigia,

MAC-GREGOREgli se ne parti. Passaro intanto

MAC-GREGORAnni due da quel giorno, allor che venne

MAC-GREGORNel mio castel Filippo Macdonaldo,

MAC-GREGORConte d'Ais; mi chiese, e con fortuna,

MAC-GREGORLa mano di Maria. Sei lune appena

MAC-GREGORTrascorse, in nuziale abbigliamento

MAC-GREGORStava a pie' dell'altar la cara sposa.

MAC-GREGORMa lo, sposo macava! In ogni dove,

MAC-GREGORNelle camere tutte e ne' cortili

MAC-GREGORE nelle stalle e nel giardino richiesta

MAC-GREGORDell'assente facemmo... A' piè del Negro

MAC-GREGORSasso trovammo alfin la morta salma

MAC-GREGORDi Macdonaldo!

DOUGLASUcciso!... E da qual mano?

MAC-GREGOROgni indagine nostra andò delusa!

MAC-GREGORFinalmente svelò la mia fanciulla

MAC-GREGORChe l'omicida conescea: si fece

MAC-GREGORA raccontare allor come Guglielmo,

MAC-GREGORLa notte succeduta a quel misfatto,

MAC-GREGORNella camera sua precipitoso

MAC-GREGOREd improvviso entrasse, e sorridendo

MAC-GREGORLa mostrasse la man, vermiglia ancora

MAC-GREGORDel sangue dello sposo, e con gentile

MAC-GREGORChinar di capo il nuziale anello

MAC-GREGORDel trafitto le desse.

DOUGLASOh infamia! oh scherno!

DOUGLASE voi... voi che faceste?

MAC-GREGORAl suo castello

MAC-GREGORPortar feci l'ucciso, e nel sepolcro

MAC-GREGORDe' guoi padri deporre; indi una croce,

MAC-GREGORA ricordo perpetüo, nel loco

MAC-GREGORDel misfatto piantai; ma cerco ho invano

MAC-GREGORL'assassino Ratcliff; fu visto in Londra,

MAC-GREGORL'ultima volta, ove, morta la madre,

MAC-GREGORSiupò tutto in bagordi il suo retaggio;

MAC-GREGORPoi di gioco, di presti, e, fin -- lo intesi

MAC-GREGORDa parecchi asserir - di ladroneggi,

MAC-GREGORVita infame condusse a mo' d'infame

MAC-GREGORCavlier di rapina. - Era il secondo

MAC-GREGORAnno su quel delitto ormai trascorso,

MAC-GREGORE l'uccio non men che l'uccisore

MAC-GREGORQuasi posto in oblio, quando al castello

MAC-GREGORLord Duncano arrivò: mi fe' dimanda

MAC-GREGORDella fanciulla; consentii, nè cosa

MAC-GREGORDifficile mi fu, che consentisse

MAC-GREGORElla pure a legarsi ad uom disceso

MAC-GREGORDa' nostri antichi re. Ma... sventurati

MAC-GREGORNo! già stava all'altar festosamente

MAC-GREGORAbbigliata Maria, non senza un vago

MAC-GREGORTurbamento... e Duncan giacea trafitto

MAC-GREGORSul Negro Sasso!

DOUGLASIo raccapriccio!

MAC-GREGORA' servi,

MAC-GREGOR"Su - gridai - tutti in sella!"

MAC-GREGORE per tre giorni

MAC-GREGORBoschi, valli, campagne, antri, foreste,

MAC-GREGORNoi corremmo, lustrammo,

MAC-GREGORE indarno sempre:

MAC-GREGOROrma dell'assassino in nessun loco.

MAC-GREGORSe non nella stressa infausta notte

MAC-GREGORDi quel di sanguinoso, ardìa Guglielmo

MAC-GREGORDi novo penetrar nella segreta

MAC-GREGORCamera di mia figlia, e presentarle,

MAC-GREGORCon un riso beffardo ed un saluto

MAC-GREGORGentil, l'anello nuzial che dato

MAC-GREGORA Duncano ella avea.

DOUGLASPer Dio, quest'uomo

DOUGLASM'è d'un audacia singolar! Trovarlo

DOUGLASVorrei.

MAC-GREGORFu l'uomo istesso, io l'ho per fermo,

MAC-GREGORIn cui nel bosco d'Invernè vi siete,

MAC-GREGORDugla, scontrato. Che nessun de' miei

MAC-GREGORSagaci esploratori abbia veduto

Colui, stupor mi prende, lo molta cura

MAC-GREGORData, o conte, mi son,

MAC-GREGORPerchè non debba

MAC-GREGORCome gli altri, scolpir sopra una croce

MAC-GREGORA quel sasso fatale il nome vostro.

parte

SYSTEMSCENA III

Douglas solo

DOUGLASVecchia volpe è quest'uom! Fin dopo l'ora

DOUGLASDelle nozze mel tacque... e fu presente!

DOUGLASNondimeno io verrei con quel protervo,

DOUGLASEnfiato di rancor, che turba i sonni

DOUGLASDi Maria, misurarmi. Oh no! dal dito

DOUGLASL'anel non mi torrà, perchè la mano

DOUGLASSta pur col dito mio. Maria non amo,

DOUGLASNè da lei sono amato, ed ha composto

DOUGLASMera convenienza il nostro nodo.

DOUGLASMa di cor cono amico a questa dolce

DOUGLASCreatura, e da spine il suo cammino

DOUGLASSgombrar desio.

SYSTEMSCENA IV

Douglas e Lesley

imbaccuato, guardanosi sospettoso d'attorno, si avanza

LISLEYNon siete il conte Dugla

LISLEYVoi?

DOUGLASPer lo appunto. Che volete?

gli porge un foglio

LISLEYIl foglio

LISLEYGentil dunque è per voi.

dopo aver letto

DOUGLASSi! Si! ch'io vengo

DOUGLASRapportegli pure. Al Negro Sasso!

partono tutt'e due

SYSTEMQUADRO II

Taverna di ladri

Nel fondo, uomini sdrajati che dormono.

Una immagine sacra pende dalla parete.

Batte un oriuolo.

Crepuscolo verpertino.

SYSTEMSCENA I

Guglielmo Ratcliff siede meditando in un canto;

l'oste Tom in un altro, tenendosi fra' sinocchi il suo fanciullo Willie.

piano

TOMWilli, sai recitarmi il paternostro?

ridendo e forte

WILLIEL'ho sulla punta delle dita!

TOMA bassa

TOMVoce! o mi svegli quella gente, morta

TOMDi fatica.

WILLIEOr disciogliere la lingua

WILLIEPosso?

TOMDi' su! ma senza furia.

WILLIEPadre Nostro, che sei nel ciel, santificato

WILLIESia per sempre il tuo nome.

WILLIEAvvenga il regno Tuo;

WILLIECome in cielo il tuo voler s'adempia

WILLIEQui sulla terra; il pan quotidiano

WILLIEOggi ne dà; ci libera da' nostri

WILLIEDebiti, come noi ne liberiamo

WILLIEI nostri debitori, e non lasciarci...

balbetta

WILLIELasciarci...

TOMO che! balbetti? E non lasciarci

TOMTentar dal male! Ricomincia!

(tien gli occhi sempre fissi in Guglielmo Ratcliff,

e parla agitato ed incerto)

WILLIEPadre Nostro, che sei nel ciel, santificato

WILLIESia per sempre il tuo nome.

WILLIEAvvenga il regno Tuo;

WILLIECome in cielo il tuo voler s'adempia

WILLIEQui sulla terra; il pan quotidiano

WILLIEOggi ne dà; ci libera da' nostri

WILLIEDebiti, come noi ne liberiamo

WILLIEI nostri debitori, e non lasciarci...

balbetta di nuovo

WILLIENon lasciarci...

aspro

TOMTentar! tentar dal male!

piange

WILLIEBabbo mio! Sempre sempre dalla bocca

WILLIECome l'acqua mi scorre... Oh, ma colui

WILLIELà...

accenna Guglielmo Ratcliff

WILLIECon occhi sinistri ognor mi guarda!

minaccioso

TOMQuesta sera, Willi, tu non hai pesce:

TOME se mai dalla cassa un'altra volta,

TOMBada! men ruberai...

piangendo e con tono di recita

WILLIETentar dal male...

RATCLIFFSmetti, e lascialo in pace.

RATCLIFFAnch'io quel passo:

RATCLIFFNon lasciarci tentar!

in aria dolorosa

RATCLIFFMai, mai nel capo

RATCLIFFRitener non potei.

TOMSarei dolente

TOMSe qual voi siete e quai sono coloro

mostra quelli che dormono

TOMDiventasse, un bel giorno, il figlio mio.

TOMOr vattene, Willi!

si allontana piagendo e mormorando fra' denti

WILLIETentar dal male

WILLIENon lasciarci...

SYSTEMSCENA II

Ratcliff e Tom

sorride

RATCLIFFChe intendere voleste?

TOMCh'egli sia buono e cristiano intendo;

TOMIntendo che non sia, com'è suo padre,

TOMUn capestro da forca.

con ischerno

RATCLIFFAncor non sei

RATCLIFFTanto birbo.

TOMOr non son che un animale

TOMMansueto, un ostiere, un zaffabirra.

TOME perchè la mia piccola casetta

TOMBen tappata è nel bosco, ha l'uscio aperto

TOMSolo a' grandi signori e pari vostri,

TOMChe vogliono serbar gelosamente

TOML'incognito, dormir di giorno chiaro,

TOME di notte vegliar. Non do col bujo,

TOMQuartier, lo do col sole. Anch'io, già tempo,

TOMGodea di girellare al fioco lume

TOMDella luna,

fa un moto colle dita

TOME frugar nelle altrui case,

TOMNelle altrui tasche; tuttavia non tanto

TOMAll'impazzata come fan coloro.

addita gli addormentati

TOMGuardate un tratto quel capo di volpe;

TOMUn genio è il mariuol! nata, incarnata

TOMPer le pezzuole altrui gli s'è la frega.

TOMLadron quanto una gazza, e...

TOMGuarda, guarda

TOMCome uncina le dita anche nel sonno!

TOMFin sognanado egli ruba... oh ve'! sogghigna

TOMTutto felice... Quel lungo figuro

TOMLaggiù dai magri stinchi di locusta,

TOMSartor già fu: brandelli in pria raspava;

TOMPresto dopo gheroni, e finalmente

TOMPezze intere di panno. Al laccio, un giorno,

TOMPer prodigio scappò; sol che le gambe

TOMDa quel di gli tentennano. Mirate

TOMCome springa co' piedi! Io metto pegno

TOMChe sognando egli va, pari a Giacobbe,

TOMUna scala a piuoli. A quel paffuto

TOMVecchio Robin drizzate ora lo sguardo:

TOMDorme e russa quieto, ed, oh! già dieci

TOMOmicidi sull'anima gli stanno;

TOME cattolico almen, qual siamo noi,

TOMFosse il vecchio Robin, sì che potesse

TOMVenirne assolto; eretico è il ribaldo!

TOME, pur troppo, bruciar, dopo impiccato,

TOMNell'inferno dovrà.

(inquieto, passeggia di su, di giù per la stanza,

e non cessa di guarda l'oriuolo)

RATCLIFFNo, Tom! quel vecchio

RATCLIFFRobin non brucierà, te lo assicuro.

RATCLIFFBen diverso giurì che in Inghilterra

RATCLIFFV'è nel mondo di là. Robino è un uomo,

RATCLIFFE la bile s'appicca dall'uom che vede

RATCLIFFCome le miserabili animelle

RATCLIFFDi tanti perdigiorno in abbondanza

RATCLIFFStragrande si diguazzino: di seta,

RATCLIFFDi velluto

RATCLIFFHan le vesti, ostriche ghiotte

RATCLIFFS'ingojano, ed affogano le gole

RATCLIFFNello Sciampagna, o bando al tedio loro

RATCLIFFDan fra le coltri del dottor Graà mo,

RATCLIFFStepitar fan le vie correndo in carri

RATCLIFFDorati, e burbanzosi abbassan gli occhi

RATCLIFFAl povero affamato che si striscia

RATCLIFFLento fra quella furia e sospiroso

RATCLIFFAl monte di pietà colla camcia

RATCLIFFUltima sotto il braccio.

ride amaramente

RATCLIFFOh li marate

RATCLIFFQuesti cauti pasciuti! li mirate

RATCLIFFCome schermo si fan d'un baluardo

RATCLIFFDi leggi per respingere gl'impronti,

RATCLIFFA cui gli stazi del ventre digiuno

RATCLIFFStrappano grida disperate! E guai,

RATCLIFFGuai, se quel baluardo un ne travarca!

RATCLIFFPronti i giudici son, la scure, il laccio,

RATCLIFFIl carnefice... Or ben! si danno audaci,

RATCLIFFCui terror ciò non desta.

TOMUn giorno anch'io

TOMPensava a modo vostro. In due gran classi,

TOMChe si fan guerra con furor selvaggio,

TOMGli uomini tutti dividea: nell'una

TOMI satolli, e nell'altra gli affamati;

E dacchè coi diguiuni io facea parte,

TOMA volte di lottar con quei satolli

TOMD'uopo mi fu; se non che impà ri troppo

TOMQuesta lotta travai, per ciò bel bello

TOMDal mestier mi ritraggo, lo sono stanco

TOMDell'andar vagabondo e seza tetto,

TOMDel fuggir gli occhi tutti e fin la luce,

TOMDel volgermi tremando ad ogni forca

TOMChe mi appaja per via, quasi io dovessi

TOMPenzolarvi, e d'ergastoli e di bagni,

TOME del filar continüo la lana

TOMSognare ognor. Per Dio, che una tal vita,

TOMUna vita è da cane. e poi vedersi

TOMCome fiere per campi e per foreste

TOMCacciati, e in ogni pianta uno scherano

TOMTemer; tremar, sebben chiusi, appiattati

TOMNelle proprie pareti, ognor che s'apra

TOML'uscio...

SYSTEMSCENA III

Lesley entra in fretta. Ratcliff gli corre incontro.

Tom dà indietro spaventato col grido di: "Gesù".

LISLEYEgli viene! egli viene!

RATCLIFFVien'egli?...

RATCLIFFSta ben.

in angustia

TOMChi mai?... Terror da qualche tempo

TOMTutto mi dà.

a Tom

LISLEYTi calma, ed or ci lascia soli.

con aria accorta

TOMComprendo io sì. Partir fra voi

TOMQualche cosa dovete.

parte

SYSTEMSCENA IV

TOMRatcliff e Lesley

RATCLIFFIl Dugla viene?

RATCLIFFDunque me n'esco.

prende cappello e spada

trattendolo

LISLEYOibò! ten guarda. È d'uopo

LISLEYPria, che meglio s'abbui. Tu da' famigli

LISLEYDi Mac-Gregorio sei spiato; ai bimbi

LISLEYNoto è il tuo volto, così ben dipinto

LISLEYT'hanno... Ma dimmi,

LISLEYA che mai questo gioco?

LISLEYRischi, che non ti fruttano, qui cerchi.

LISLEYTorna a Londra con me, là sei sicuro.

LISLEYVia dal tristo paese, ove san tutti

LISLEYChe tu sei l'assassin di Macdonaldo

LISLEYE di Duncano!

con dinitosa alterezza

RATCLIFFL'assassin? Menzogna!

RATCLIFFDuncano e Macdonaldo in un duello

RATCLIFFCaddero. Io combattei con tutt'onore,

RATCLIFFE con onor combattere disegno

RATCLIFFPure col Dugla.

LISLEYAgevolar la cosa

LISLEYMeglio ti dei. L'italian conosci...

fa un gesto da brigrante

LISLEYDimmi almen: questo Dugla ove d'intoppo

LISLEYTi fu? che mai t'ha fatto? e qual radice

LISLEYHa la tua bile, il tuo rancor?

RATCLIFFNè il vidi,

RATCLIFFNè parlato gli ho mai; nessun oltraggio

RATCLIFFMi fece, ed io non l'odio.

LISLEYDargli lo paccio? Il senno hai tu perduto?

LISLEYO perduto l'ho io, dacchè strumento

LISLEYMi ti son fatto in così pazza impresa?

RATCLIFFTriso a te, tristo a te, se in tali cose

RATCLIFFPenetrar tu potessi! e sciagurata

RATCLIFFLa fodera del tuo poco cervello!

RATCLIFFScoppiar la ti dovrebbe, e far dal rotto

RATCLIFFLa follìa capolino. Al par d'un guscio

RATCLIFFD'ovo potria quel tuo povero capo

RATCLIFFRampersi, e fosse ancor qual è la vasta

RATCLIFFCupola di San Paolo.

si tocca con angoscia beffarda la fronte

LISLEYOh mi spaventi!

LISLEYMeglio tu taccia.

RATCLIFFUn lunatico eroe

RATCLIFFNon mi divi suppor, nè un cacciatore

RATCLIFFD'ombre, che per la notte e per l'inferno

RATCLIFFAizzi il suo fantasico segugio:

RATCLIFFO un malaticcio, tisico, stremato

RATCLIFFPötin che cogli astri e colla luna

RATCLIFFAmoreggi, e si prenda un mal di ventre

RATCLIFFPer troppa emozion, se il trillo ascolti

RATCLIFFDell'usignuol, se de' propri sospiri

RATCLIFFSi fabbrichi una scala, e col capestro

RATCLIFFDi rime imbavagliate alla colonna

RATCLIFFDella sua gloria alfin sè stesso impicchi.

LISLEYAffermar tutto ciò con giuramento

LISLEYAl bisogno io potrei.

RATCLIFFPur ti confesso -

RATCLIFFE ch'io motteggi ti parrà - vi sono

RATCLIFFStrane orribili posse, a cui soggiaccio;

RATCLIFFBuje virtù, che guida a' miei voleri

RATCLIFFSi fan, che sprone ad ogni opra mi sono,

RATCLIFFChe reggono il mio braccio, e di terrore

RATCLIFFM'ingombrar fin da' primi anni la mente.

RATCLIFFQuando, fanciullo ancora, a qualche

RATCLIFFSpasso,

RATCLIFFDa me solo, io mi dava, innanzi agli occhi

RATCLIFFTalora io mi vedea due nebulosi

RATCLIFFSpettri, che l'uno all'altro, in un trasporto

RATCLIFFD'amor, come anelassero accostarsi,

RATCLIFFLe lunghe si tendeano aeree braccia;

RATCLIFFNè lo potendo, dolorasamente

RATCLIFFSi stavano a guardar. Comunque fosse

RATCLIFFNebbia vuota, fugace il loro aspetto,

RATCLIFFNell'uno tuttavia sembianze altere

RATCLIFFD'uomo io scorgea, contratte a chiuso

RATCLIFFSdegno,

RATCLIFFE pia, soave femminil bellezza

RATCLIFFNell'altro. Anche nel sonno i due fantasmi

RATCLIFFM'apparvero talvota e più distinti.

RATCLIFFDi dolore atteggiato in me fissava

RATCLIFFL'uomo le ciglia, e con amor la donna.

RATCLIFFNel tempo tuttavia che in Edimburgo

RATCLIFFM'ebber le scole, mi si fer più rare

RATCLIFFTali apparenze, e il mio torbido sogno

RATCLIFFNel vortice sparì di quella vita

RATCLIFFScapestrata. Per caso io qui ne venni

RATCLIFFIn un tempo di ferie, e Mac-Gregorio

RATCLIFFNel suo castello m'ospitò. Maria

RATCLIFFVidi! Un subito lampo al primo sguardo

RATCLIFFDi quella giovinetta in cor me scese.

RATCLIFFEra assomiglio dell'aerea donna,

RATCLIFFEra il bello, era il muto, era il soave

RATCLIFFVolto d'amor che in sogno mi sorrise

RATCLIFFTante fiate; e sol pallida meno

RATCLIFFLa guancia di Maria, sol meno immota

RATCLIFFLa pupilla. Sul viso avea le rose,

RATCLIFFIl baleno negli occhi. Inquella cara

RATCLIFFCreatura ogni grazi incantatrice

RATCLIFFParea scesa dal cielo, e bella tanto

RATCLIFFCierto non fu la Vergine beata,

RATCLIFFDi nome a lei sorella... Io, d'una febbre

RATCLIFFAmorosa infiammato, aprii le braccia

RATCLIFFPer serrarmela al cor...

pausa

RATCLIFFCome avvenisse

RATCLIFFNon so. La mia persona in uno specchio

RATCLIFFVidi riflessa... Er'io quel nebuloso

RATCLIFFUom che tendea con tal desio le mani

RATCLIFFA quella donna nebulosa! Un mero

RATCLIFFSogno fu quello? non più che un inganno

RATCLIFFDi calda fantasia? Tenera tanto,

RATCLIFFTanto accesa d'amore a me si volse

RATCLIFFIn quel punto Maria, che gli occhi nostri

RATCLIFFSi confusero insiem coi nostri cuori...

RATCLIFFOh Dio!... soltanto allor l'antico, oscuro

RATCLIFFMistero si svelò della mia vita.

RATCLIFFIl canto degli augelli e l'dioma

RATCLIFFDe' fiori allor compresi, allor degli astri

RATCLIFFL'amoroso saluto, il mormorio

RATCLIFFDel fonte, l'asolar del venticello,

RATCLIFFE del mio petto i segreti sospiri...

RATCLIFFTutto, tutto io compresi! E, quasi allegri

RATCLIFFFanciulli, insieme godevano, insieme

RATCLIFFGiocavam. N'era svago uno dell'altro

RATCLIFFCercar, poi nel giardino alfin trovarci;

RATCLIFFDelle rose m'offria, delle mortelle,

RATCLIFFM'offira de' suoi capelli, e cari baci...

RATCLIFFBaci che a cento doppi a lei rendea.

RATCLIFFFin che a' piedi io le caddi, e: - Di' Maria!

RATCLIFFM'ami tu? - supplicai.

cade in delirio

LISLEYCome veduto

LISLEYVolentieri io t'avrei di quelle pugna

LISLEYNerborute a far croce in atto pio

LISLEYDi supplicante, a stremperar que' fieri

LISLEYFulminei guardi in un molle languore

LISLEYSentimentale, a imprimere un affetto

LISLEYTenero, doce al suon di quella voce

LISLEYChe per la vie maestre orrenda tuona

LISLEYNell'orecchio de' ricchi!

prorompe con ferocia

RATCLIFFAh maledetta

RATCLIFFSerpe! Con occhi impauriti, strani,

RATCLIFFE quasi repugnante, a me si volse,

RATCLIFFE con beffardo inchino e con parola

RATCLIFFDi gel: - No! - mi ripose. Ancor lo sento

RATCLIFFQuel - No! - diestro di me!

RATCLIFFLo sento ancora

RATCLIFFQuel - No! No! - derisor sul capo mio...

RATCLIFFE così strepitando, a me si chiuse,

RATCLIFFAhi! la porta del cielo.

LISLEYInfame beffa

LISLEYQuella fu!

RATCLIFFDal castel di Mac-Gregorio

RATCLIFFPer Londra in via mi posi, ov'io sperava

RATCLIFFStordir nella marea dell'agitata

RATCLIFFMetropoli il dolore, ond'era oppresso.

RATCLIFFGiacchè, pria che notizia io pur ne avessi,

RATCLIFFM'eran morti i parenti. Oh, l'insensato

RATCLIFFProponimento a tristo, a triso effetto

RATCLIFFM'uscì! Nulla di ben, nè il vin di Porto,

RATCLIFFNè lo Sciampagna mi fruttar; più mesto

RATCLIFFAd ogni llibagione io mi sentìa.

RATCLIFFNon potean brune o bionde

RATCLIFFIl mio cordoglio

RATCLIFFCacciar co' vezzi loro. Anche la pace

RATCLIFFNel faraone non trovai! Sul verde

RATCLIFFTappeto errava di Maria lo sguardo;

RATCLIFFLa bianca mano di Maria piegarmi

RATCLIFFI pà roli io scorgea; fin nella dama

RATCLIFFDi cuori - in quello sgorbio di figura! -

RATCLIFFLe sue care io vedea, le sue celesti

RATCLIFFSembianze; e sottil carta essa non era;

RATCLIFFEra Maria, Maria! Del suo respiro

RATCLIFFMovea l'aura a ferirmi. Ella accennava

RATCLIFFCol capo, ella assentia...

RATCLIFF- Va' banco! - E l'oro

RATCLIFFVia portossi il dimon... l'amor rimase!

ride

LISLEYAh! Ah! così cavato hai dalla stall

LISLEYIl tuo picciol ronzino, e il voil prendesti

LISLEYCome ben si conviene a' cavalieri

LISLEYScozzesi; e come gli avi, a tasche vuote

LISLEYVissuto sei. L'amor, senz'alcun fallo,

LISLEYSe n'è andato or da te; però che giova

LISLEYA rinsavir lo scorrere di notte,

LISLEYCon vento e pioggia, e tirar via se incontri

LISLEYForche, se penzolarvi un caro amico

LISLEYVedi che sgambettando ti saluta.

RATCLIFFOlio piovve sul foco, e in me la febbre

RATCLIFFPer Maria divampò più che mai fiera.

RATCLIFFL'Inghilterra talvolta a me perea

RATCLIFFTroppo angusto confine, e quella rabbia

RATCLIFFD'amor con ferrea non visibil mano

RATCLIFFQui di nuovo mi trasse, e qui potei,

RATCLIFFSol qui presso a Maria, trovare il sonno.

RATCLIFFOr libero io respiro, or tanto oppresso,

RATCLIFFDall'angoscia non sono, e provo un senso

RATCLIFFDi bene... io t'apro il mio segreto. Ascolta!

RATCLIFFPer Dio giurai, per le posse del cielo

RATCLIFFE dell'inferno, e posi al giuramento

RATCLIFFIl suggel d'una orribile bestemmia:

RATCLIFF- Cadrà sotto il mio ferro

RATCLIFFOgni uom che osasse

RATCLIFFFindanzarsi a Maria. - Segreta voce

RATCLIFFIn me l'ha proferito, e cieco io seguo

RATCLIFFDi questa oscura possa il cenno arcano.

RATCLIFFPossa che meco pugna allor che al Negro

RATCLIFFSasso apparecchio un talamo di rose

RATCLIFFPer gli sponsali di Maria.

LISLEYTi scendo

LISLEYOra alfin nel pensier, ma non t'approvo.

RATCLIFFForse io stesso m'approvo? Ah, quella voce,

RATCLIFFQuella sola in me scesa, estrania voce,

RATCLIFF- Sì - mi dice nel cor! quell'ombre sole

RATCLIFFChe veggo in sogno, con cenni del capo

RATCLIFFM'approvano...

manda un grido

RATCLIFFGran Dio!... Là! là... Non vedi?

(Tenebre. Due figure nuvolose attraversano la scena e spariscono.

I mansardieri e il mariiuoli sdrajati nel fondo, desti a quel grido,

alzano in piedo e gridano: "Che v'è che v'è?")

RATCLIFFLà! là! quelle figure?

LISLEYO che, Guglielmo?

LISLEYQual diavolo ti tocca? Io nulla veggo.

SYSTEMSCENA V

Ratcliff, Lesley, Robin, Dick, John e Taddie

DICKChe mai vede colui? gli sgherri forse?

LISLEYTutt'altro, Spirti!

tutti ridono

incollerito

ROBINMi castighi Iddio!

ROBINNon un poco di requie anche di giorno.

RATCLIFFFa notte; andar vogl'io.

esce dalla taverna

LISLEYMi ti accompagno.

RATCLIFFNol soffro.

LISLEYOh, fino almanco al Negro Sasso!

LISLEYGuardie forse là stanno.

RATCLIFFOr la paura

RATCLIFFVe le dilunga; il loco è pien di spettri

RATCLIFFQuando vien notte.

LISLEYAddio, signori!

RATCLIFFAddio!

TUTTIChe il ciel vi benedica.

Ratcliff e Lesley partono

SYSTEMSCENA VI

I Precedenti, senza Ratcliff e Lesley.

DICKFu sempre tale. Io lo conosco

DICKFin da Londra. Veduto io l'ho sovente

DICKNella taverna di Rascal. Solea

DICKCon ciglia corrugate e senza moto,

DICKSenza voce, stecchito in faccia al lume

DICKStar lungh'ore in un canto; a volte poi

DICKDa costo si sedea con aria lieta,

DICKRidente; senonchè non avea modo

DICKPerò bieche di troppo; e gajo egli era,

DICKE sghignazzava; ma' d'un tratto il labbro

DICKSuperior, contratto a fiero scherno,

DICKCominciava a tremargli, e fuor del petto

DICKSfuggivagli un urlio doloroso, e: - Gianni!

DICK- In gran furia chiamava - il mio cavallo! -

DICKE via via, come in groppa a Satanasso;

DICKNè tornavane a noi che dopo mesi

DICKMolti sd'assenza. Che la via di Scozia,

DICKNotte e di cavalcando, egli prendesse,

DICKSi buccinava.

BELLInfermo egli è pur troppo!

DICKChe me ne cale? Addio.

partendo

DICKTempo è d'andarne

DICKAl lavor.

pregando innazi alla sacra imagine

DICKTu soccorrimi ne' rischi,

DICKbenedicimi tu!

egli ed altri perecchi partono

accostando il suo pugno alla faccia

ROBINTu, tu, mio santo

ROBINTutelar, mi soccorri.

parte

SYSTEMSCENA VII

Due mariuoli stanno dormendo.

Tom, l'ostiere, entra chiotto chiotto

e ruba loro il denaro dalla tasche.

in aria furbesca

TOMArdir non hanno

TOMD'accusarmi al Giudizio.

parte

SYSTEMSCENA VIII

John e Taddie

sbadigliando

JOHNÈ pure il sonno

JOHNUna stupenda invenzion!

sbadigliando anch'egli

TADDIEVien meco

TADDIEAd asciolvere, o John.

JOHNPerchè? V'han nuove?

TADDIERissel, l'amico nostro, oggi di certo

TADDIECalci al vento darà.

JOHNBen è dannata

JOHNInvenzion la forca!

i due mariuoli partono

SYSTEMQUADRO III

Luogo selvaggio presso il Negro Sasso.

Notte. A sinistra, roccie fantastiche e tronchi d'alberi.

A destra un monumento in forma di croce. Sibili di vento.

Si geggono due bianche figure di nebbia,

che l'una e l'altra si tendono con vivo affetto

le braccia senza potersi accostare,

e da ultimo spariscono.

SYSTEMSCENA I

Ratcliff entra in scena

solo

RATCLIFFOh, come il vento

RATCLIFFFischia! I suoi pifferai mandò l'inferno

RATCLIFFTutti qui; fan la musica costoro.

RATCLIFFNel suo vasto mantel la lana è chiusa,

RATCLIFFEd a pena ne scuote e giù ne invìa

RATCLIFFQualche morto baglior. Sì, sì, potrebbe;

RATCLIFFQuanto a me, starne chiusa, annuvolarsi

RATCLIFFDel tutto. Alcun mestiero alla valanga

RATCLIFFNon è d'una lucerna, affinchè vegga

In qual parte scoscendere; la via,

RATCLIFFper accostar la calamita, il ferro

RATCLIFFConoscere, e segno miliare al brando

RATCLIFFProvato di Ratcliff non abbisogna

RATCLIFFPerchè trovi il cammin che lo conduca

RATCLIFFDritto al petto di Dugla. - E quel contino

RATCLIFFQui poi verranne? o il turbine e il timore

RATCLIFFDi tossi, di corizze e infreddature

RATCLIFFTerrallo indietro? O forse: "Io vo' l'andata

RATCLIFFDifferire - egli pensa - all'altra notte?"

RATCLIFFAh! ah! di questa notte appunto ha d'uopo.

RATCLIFFBen saprò, ben saprò là nel castello

RATCLIFFDi Mac-Gregorio.

batte l'impugnatura della spada

RATCLIFFAccesso ad ogni stanza

RATCLIFFApre a me questa chiave; e queste amiche

RATCLIFFMi difendono il dorso.

(mette le mani sulle pistole della cintura,

ne leva una e la contempla)

RATCLIFFOh, come onesta

RATCLIFFElla mi guarda! Volentier vorrei

RATCLIFFRaccostar la mia bocca a questa sua,

RATCLIFFPoi premere... Qual ben non mi verrebbe

RATCLIFFDal suo bacio di foco! Al mio tormento

RATCLIFFDarei fine così.

pensa

RATCLIFFMa forse il Dugla

RATCLIFFIn questo punto, in simil guisa, appressa

RATCLIFFLa bocca e quella di Maria... sì certo!...

RATCLIFFNo! non debbo morir, perchè costretto

RATCLIFFA sorgere ogni notte allor sarei,

RATCLIFFOmbra impossente, dalla fossa; e, pari

RATCLIFFAd un allocco, col muso lascivo

RATCLIFFD'un bòtolo annusar, serrando i denti,

RATCLIFFLe belle membra di Maria. Non debbo

RATCLIFFMorir. N'andassi in cielo, e per gli strappi

RATCLIFFDello stellato padiglion, lo sguardo

RATCLIFFGiì per caso, volgessi al maledetto

RATCLIFFTalamo di color, vormiterei

RATCLIFFBestemmie orrende che farieno a' buoni

RATCLIFFAngeli impallidir le rosse guancie,

RATCLIFFE strozzar per angoscia in quelle gole

RATCLIFFLe uggiose interminabili alleluje.

RATCLIFFMa poichè son dannato al foco eterno,

RATCLIFFUn demone esser voglio, anzi che un frusto

RATCLIFFDi miserando peccatore.

SYSTEMSCENA II

Ratcliff e Douglas

RATCLIFFIl passo

RATCLIFFD'un uom...

alza la voce

RATCLIFFChi si avvicina?... Olà! rispondi!

DOUGLASNon m'è nuova la voce: è di quel prode,

DOUGLASNobile cavalier, che, non ha guari,

DOUGLASDall'ugne mi strappò de' masnadieri

DOUGLASNel bosco d'Invernè.

si fa presso

DOUGLASSì, sì, quel desso!

DOUGLASOr voi non mi sfuggite. Io per la vostra

DOUGLASMagnanima difesa obbligo grande

DOUGLASV'ho...

RATCLIFFDetti non sciupate a riferirmi

RATCLIFFMerchè; per mero e semplice capriccio

RATCLIFFV'ajutai. Tre vi stavano di contro;

RATCLIFFErano di troppo: un sol che stato fosse,

RATCLIFFViva Dio! che spronato il mio cavallo,

RATCLIFFMuto, innanzi v'avrei.

DOUGLASNon tanta asprezza;

DOUGLASAmistà sia fra noi.

RATCLIFFCome vi piace;

RATCLIFFMa per segno di questa, una preghiera

RATCLIFFEsauditemi tosto.

DOUGLASAnima e corpo

DOUGLASVostro son io. Parlate!

RATCLIFFA questo loco,

RATCLIFFNovello amico mio, senza un istante

RATCLIFFTardar, date le spalle...

ridendo

RATCLIFFA men che Dugla

RATCLIFFDetto non siate.

stupito

DOUGLASE tal, per Dio! son detto.

RATCLIFFChe? Dugla voi? Voi conte Dugla? Oh male,

ridendo come sopra

RATCLIFFMale assai! Muore qui la nostra bella

RATCLIFFPur or nata amicizia. Il nome mio,

RATCLIFFSignor conte... sappiatelo! il mio nome

RATCLIFFÈ Guglielmo Ratcliff.

mettendo fieramento mano alla spada

DOUGLASTu l'assassino

DOUGLASDi Macdonaldo e di Duncano?

cava la spada

RATCLIFFIo stesso.

RATCLIFFE per amor di compiere il trifoglio

RATCLIFFQui v'ho data la posta.

gli si avventa

DOUGLASIl capo tuo

DOUGLASGuarda, infame omicida.

combattono

RATCLIFFAffè. Ne aggiusto

RATCLIFFQuant'io più sappia... Ah! ah!

DOUGLASCessa il tuo riso

DOUGLASDiabolico.

ridendo

RATCLIFFNon io; ridon que' bianchi

RATCLIFFFantasmi, che son là...

DOUGLASRidi a tuo senno.

DOUGLASSpirti di Macdonaldo e di Duncano,

DOUGLASAssistetemi voi!

RATCLIFFDemonio e inferno!

RATCLIFFOra il morto Duncan gli para i colpi...

RATCLIFFOh, con noi non mischiarti, abominato

RATCLIFFFantasma schermidor!

ride

DOUGLASTien' questa!

RATCLIFFInferno!

RATCLIFFTradigion!... Nella pugna, ecco, si mesce

RATCLIFFPur Macdonaldo!... È troppo! Uno assilito

RATCLIFFDa tre!

retrocede e intoppa nella base del monumento

RATCLIFFMorte e dimon! Caduto al suolo

RATCLIFFRatcliff! Su via, trafiggimi! Non hai

RATCLIFFMaggior nemico sulla terra.

freddo

DOUGLASIl brando

DOUGLASDi Dugla oggi provaste. A voi, di fresco

DOUGLASDebitor forse io fui della mia vita;

DOUGLASDebitor della vostra oggi mi siete;

DOUGLASPari noi siam. Conoscermi or dovreste,

DOUGLASPenso, e la prova, io credo, esservi sola

DOUGLASPotria per miglioarvi il cor malvagio.

parte contegnoso e superbo

SYSTEMSCENA III

Ratcliff giace immobile a' piedi del monumento.

Continua il vento a fischiare.

Le due figure di nebbia si avvicinano con tese braccia,

poi si separano e spariscono.

lento e trasognato si leva

RATCLIFFFu voce d'uom? fu sibillo di vento?

RATCLIFFMi ronzò negli orecchi una parola

RATCLIFFVuota, errante, fuggevole!... Non altro

RATCLIFFChe delirio? che sogno?... Ove mi trovo?

RATCLIFFE qual croce è mai questa? e che v'è scritto?

legge l'inscrizione del monumento

RATCLIFF"Qui furo uccisi da perversa mano

RATCLIFFLord Macdonaldo e il conte di Duncano."

si riscuote

RATCLIFFNo! non è sogno! Io sono al Negro Sasso

RATCLIFFVinto, irriso, sprezzato! Infami venti

RATCLIFFMi ghignano agli orecchi:- È qui l'uom forte,

RATCLIFFL'animo invitto, gigantesco! è qui

RATCLIFFLo schernitor del popolo britanno,

RATCLIFFChe di leggi si beffa! è qui l'audace

RATCLIFFChe combatte col cielo... e non ha possa

RATCLIFFD'impedir che si giaccia in questa notte

RATCLIFFDugla colla sua cara, e le racconti

RATCLIFFSorridendo in che modo il verme vile

RATCLIFFDi Guglielmo Ratcliff, prosteso a terra,

RATCLIFFSi torse e si contorse al Negro Sasso

RATCLIFFMiseramente; nè il piede di Dugla,

RATCLIFFPer non bruttarsi, lo calcò. -

irrompe con furore

RATCLIFFMalnate

RATCLIFFMaliarde! smettete il vostro riso

RATCLIFFSpaventoso, e coll'indice maligno

RATCLIFFNon mi schernite; sul lurido capo

RATCLIFFVo' le rupi scagliarvi, i pini io voglio

RATCLIFFSvellere dalla Scozia, e i vostri scialbi

RATCLIFFOmeri flagellar; vo' col mio calcio

RATCLIFFSpremer dagli scarnati aridi corpi,

RATCLIFFMaledetti dal cielo, il negro tosco.

RATCLIFFBorea, scatena le tue furie, e il mondo

RATCLIFFStruggi, dissolvi! Squarciati e mi schiaccia,

RATCLIFFImmensa eterea vòlta! e tu m'ingoja

RATCLIFFNe' tuoi baratri, o terra!...

(tra feroce e commosso,

cade in pensieri profondamente misteriosi)

RATCLIFFOmbra esecrata,

RATCLIFFNebbia che mi persegui in forma d'uomo,

RATCLIFFNon mi guardar con quegli occhi sbarrati!

RATCLIFFMi suggi il sangue con quegli occhi, in pietra

RATCLIFFRigida mi converti, onda gelata

RATCLIFFNelle bollenti viscere mi versi,

RATCLIFFE trasformi me pure in un notturno

RATCLIFFSpento fantasma... Quel loco m'accenni?...

RATCLIFFCol tuo proteso vaporoso braccio

RATCLIFFTu mi accenni quel loco?

RATCLIFFE debbo io dunque?

RATCLIFFMaria?... Maria, la candida colomba?...

RATCLIFFSangue tu vuoi?... Chi parla? Olà!... Di vento

RATCLIFFSoffio non fu. Rapirla io debbo? Inchini

RATCLIFFLa fronte tu? Sia! Sia! Ferrea è la tempra

RATCLIFFDel mio volere, e, più di quel divino,

RATCLIFFPiù di quello infernale, onnipossente.

parte precipitoso

SYSTEMQUADRO IV

Castello di Mac-Gregor

Camera illuminata.

Nel mezzo, un gabinetto coperto da tende.

Musica da ballo e risa di fanciulle in qualche distanza.

SYSTEMSCENA I

Maria abbigliata da sposa, e Margherita.

MARIAO buon Dio, quale angoscia!

MARGHERITAIl giustapetto

MARGHERITAN'è la cagion. Vien qui, faciulla mia,

MARGHERITAVoglio spogliarti.

MARIAOppresso ho il cor.

MARGHERITABell'uomo

MARGHERITAGli è pur quel conte Dugla!

si rassegna e sorride

MARIAÈ tal; poi gajo,

MARIAAffabile... ed un uomo!

MARGHERITAInnamorata

MARGHERITANe sarìa la mia bimba?

MARIAInnomorata?

MARIAInnomorata? Schioccheria! Non basta

MARIASapersi compatir?

MARGHERITAPerò non sempre

MARGHERITAParlava ella così, quando Guglielmo...

le chiude la bocca

MARIAOh ti prego! ti prego! Il tristo nome

MARIANon pronunciarmi. È notte, è tardi...

MARGHERITAAllora

MARGHERITAN'era, sì! la mia bimba innamorata!

MARIANo! no! D'indole dolce e mansueta

MARIADa prima egli parea; parea che noto

MARIAMi fosse il volto suo; soave n'era

MARIAIl suon di quella voce, e ne venìa

MARIAQuasi un senso di ben sulle mie guancie

MARIADal suo respiro; e gli occhi... oh come cari,

MARIACome buoni, giocondi a me volgea!

presa da subito raccapriccio

MARIAMa di colp mutarmisi lo vidi

MARIAIn uno spettro; attonito, suffuso

MARIADel pallor d'un estinto, insanguinato,

MARIAE così furibondo, e minaccioso

MARIACosì, come trafiggermi volesse.

MARIAQuasi egual mi sembrava a quel fantasma

MARIAIn volto d'uom che spesso io veggo in sogno

MARIATendermi le sue braccia, e tener fissi

MARIAGli occhi in me lungamente, e con tal foga

MARIAFinch'io medesma, in vana aerea forma

MARIAConversa, a lui le nebulose braccia

MARIAApro e tendo così.

MARGHERITATu mi somigli

MARGHERITAA tua pavera madre; un nulla anch'essa

MARGHERITAImpermalia, sebben come una micia,

MARGHERITACotta, impazzita di Ratcliff.

MARIALa madre

MARIAMia?...

MARGHERITAD'Edvardo Ratcliff, che di Guglielmo

MARGHERITAFu il padre. E bella, bella era tua madre,

MARGHERITAE chiamata venìa, per la sua grande

MARGHERITABeltà, la Bella-Elisa. Avea capelli

MARGHERITAD'oro puro, avea mani d'alabastro,

MARGHERITAOcchi... Edvardo il sapea s'erano belli,

MARGHERITAChe, quanto è lungo il dì, li vagheggiava,

MARGHERITAE i suoi per poco vi struggea. Nel canto

MARGHERITAEra un vero usignuolo, e quando al foco

canta

MARGHERITA" - Perchè rossa di sangue è la tua spada,

MARGHERITAEdvardo? Edvardo?" - a cantar si mettea,

MARGHERITANon fiatava la cuoca, e ognor l'arrosto

MARGHERITALa si bruciava... Oh mai, mai non avesse

MARGHERITAImparata da me quella canzone!

piange

MARIAMarrami, Rita mia.

MARGHERITALa Bella-Elisa

MARGHERITASola nella sua camera sedea,

MARGHERITAE cantava:

canta

MARGHERITA"- Perchè rossa di sangue

MARGHERITAÈ la tua spada, Edvardo? Edvardo?"

MARGHERITA- In quella,

MARGHERITAV'entrò d'un salto Edvardo, e scuro in faccia

MARGHERITASul tono istesso la canzon riprese:

canta

MARGHERITA"Uccisa ho la mia cara! Oh, la mia cara

MARGHERITAEra pur bella!" - D'un tal raccapriccio

MARGHERITAFu colta allor la madre tua, che mai,

MARGHERITAMai più quell'infelice e fiero Edvardo

MARGHERITAVeder non volle; e, a crescergli dispetto,

MARGHERITAMac-Gregorio sposò. La rabbia trasse

MARGHERITADi senno Edvardo, ed a mostrar che lieve

MARGHERITAEragli abbandonar la Bella-Elisa,

MARGHERITAPer gusto disperato in sacro nodo

MARGHERITASi legò con Ginevra, una figliuola

MARGHERITADi lord Campello, e quel Guglielmo è figlio

MARGHERITAD'union così pazza.

MARIAOh sventurata

MARIAMadre mia!

MARGHERITAMa d'un capo era tua madre

MARGHERITABen caparbio e tenace. Intero un anno

MARGHERITAPassò senza che mai d'Edvardo il nome

MARGHERITASul labbro le suonasse. Allor che venne

MARGHERITAL'altro ottobre però, nel giorno appunto

MARGHERITAChe d'Edvardo, cred'io, portava il nome,

MARGHERITA"- Rita!" - come per caso ella mi chiese -

MARGHERITA"Non sai nulla d'Edvardo?"

MARGHERITA- "Io so che in moglie

MARGHERITAPrese la figlia di Campel." - "Ginevra

MARGHERITACampel?..." la Bella-Elisa allor proruppe,

MARGHERITAE pallida in un tempo ed infiammata

MARGHERITASi fece, ed a versar più d'un'amara

MARGHERITALagrima incominciò. Su' miei ginocchi

MARGHERITATeneati in quel momento, ed eri appena

MARGHERITANel terzo mese, e a piangere tu pure,

MARGHERITABimba mia, ti mettevi; ed io, che voglia

MARGHERITAMi sentia d'addolcir colle mie ciancie

MARGHERITAIl pianto di tua madre, a raccontarle

MARGHERITAMi feci, che obliar la Bella-Elisa

MARGHERITAEdvardo non potea, che giorno e notte

MARGHERITAFar la ronda al castel celatamente

MARGHERITAEra veduto, e levar con affetto

MARGHERITADoloroso la braccia al suo balcone.

MARGHERITA"Oh da tempo io lo so!" la Bella-Elisa

MARGHERITARispose ed affacciatasi di volo

MARGHERITAAl balcon, verso Edvardo il braccio stese.

MARGHERITAAhi! quanto ella mal fece! In quell'istante

MARGHERITAMac-Gregorio ciò vide, il tuo geloso

MARGHERITAPadre...

interrompe atterrita

MARIAOr ben! Non finisci?

MARGHERITAHo già finito

MARIASegui, segui!

angustiata

MARGHERITAVicino al vecchio muro

MARGHERITADel castel, il mattin dell'altro giorno

MARGHERITAGiacea privo di vita il sanguinoso

MARGHERITACorpo d'Edvardo.

MARIAE la povera madre?

MARGHERITAMorì per lo spavento il terzo giorno

MARGHERITADopo il misfatto.

MARIAOrribile!

con freddo, ironico vaniloquio

MARGHERITAVeduto,

MARGHERITABambina, avessi tu cogli occhi propri

MARGHERITACome Edvardo Ratcliff, là sotto il muro

MARGHERITADel castello, giacea! L'ho qui, qui viva

MARGHERITASempre quella figura insanguinata!

MARGHERITAE perchè consapevole son io

MARGHERITADi colui che l'uccise, e perchè dirlo

MARGHERITANon debbo ad uomo nato, e perchè folle

MARGHERITASono... dormir non posso, e in ogni loco

MARGHERITAPallido, sanguinoso e con pupille

MARGHERITASbarrate e acute come dardo, io veggo

MARGHERITAPassarmi quell'Edvardo innanzi agli occhi

MARGHERITATaciturno, e coll'indice levato,

MARGHERITAPari a fantasma vagabondo...

SYSTEMSCENA II

I precedenti, Guglielmo Ratcliff pallido,

contraffatto, lordo di sangue, entra in iscena.

manda un grido acuto

MARGHERITAO santa

MARGHERITAVergine, il morto Edvardo!

(si accoscia in un angolo della camera,

e vi rimane irrigidita ed immobile)

mette anch'essa un grido

MARIAAh sciagurato!

MARIAL'anel di Dugla tu mi porti?

ride amaramente

RATCLIFFÈ chiuso

RATCLIFFIl torneo; degli anelli omai finita

RATCLIFFLa corsa. Io due ne vinsi, e non volendo

RATCLIFFLasciarsi il terzo dispiccar, riverso,

RATCLIFFSconfitto io caddi dal caval di legno.

con subita svolta in tono di fidanza e d'angoscia

MARIAO Guglielmo! Guglielmo! insanguinato

MARIASei!... Vien' qui! Vo' bendar la tua ferita...

lacera il velo bianco nuziale

MARIACielo! ove sono?... Cattivo tu!... Non sei

MARIAGuglielmo!... Edvardo sei! la Bella Elisa

MARIASon io... son io!... Quel tuo povero capo

MARIAÈ tutto sangue, e il mio tutto confuso!

MARIAChe mi faccia non so. Vien' qui, se cara

MARIATu m'hai; piega i ginocchi...

vuol bendargli il capo ferito

cade a' suoi piedi, tenero e addolorato

RATCLIFFUn sogno è questo?...

RATCLIFFSono a' pie' di Maria?... No, voi non siete

RATCLIFFNebbia, piccioli piè, dalla delira

RATCLIFFMente creati, nè sparite al tocco

RATCLIFFDella mia man.

cerca calmarlo e bendargli il capo ferito col velo

MARIANon moverti! S'aggruma

MARIAIl sangue alle tue bionde e belle chiome...

MARIAVia, sta tranquillo! Insanguini me pure

MARIAMovendoti così. Se cheto stai...

MARIASi, negli occhi, io ti bacio.

lo bacia

RATCLIFFOh questo bacio

RATCLIFFDagli occhi miei le tenebre dilegua!

RATCLIFFI sole or posso riveder... Maria!...

come uscita da un sogno

MARIAIo Maria? Tu Guglielmo?

si copre gli occhi

MARIAO trista, o trista

MARIACosa!

abbrividisce

MARIAVa! fuggi! vola!

balza in piedi e l'abbraccia

RATCLIFFIo non mi parto!

RATCLIFFMaria, tu mi sei cara, a te Guglielmo

RATCLIFFNon manco è caro.

confidente

RATCLIFFIn sogno a me sovente

RATCLIFFL'hai detto; e noi ci somigliam, lo sai?

RATCLIFFGuardati nello specchio!

(s'avvicina ad uno specchio,

e le fa osservare le due immagini riflesse)

RATCLIFFI tuoi sembianti

RATCLIFFSon più belli, più nobili, più puri

RATCLIFFDe' miei, ma non diversi. Abbiam sul labbro

RATCLIFFL'orgoglio stesso, la stessa baldanza.

RATCLIFFSu tutt'e due l'istabile proposto...

RATCLIFFPronuncia un detto, un detto sol!

cerca sciogliersi da lui

MARIAMi lascia!

RATCLIFFO che! non odi? Eguale il suono

RATCLIFFDella voce abbiam noi, sol che di molto

RATCLIFFÈ la tua più soave. Il cupo azzurro

RATCLIFFDell'occhio è in noi lo stesso,

RATCLIFFAncor che splenda

RATCLIFFPiù vivo il tuo. La man!...

prende la sua mano e ne fa paragone colla propria

RATCLIFFNon vedi i sochi

RATCLIFFStessi?

sgomentato

RATCLIFFT'affissa qui! corta è la via

RATCLIFFDella vita in entrambi...

MARIAO deh, Guglielmo,

MARIALaciami, e fuggi quando sai! Tra poco

MARIAVengono...

RATCLIFFSi, la fuga! Oh ben dicesti!

RATCLIFFVieni! fuggiam! Sellato è il mio corsiero,

RATCLIFFIl più veloce della Scozia;

cava la spada

RATCLIFFE n'apre

RATCLIFFLa mia spada il cammin. Balena, il vedi?

RATCLIFFMa qual voce!...

canta vaneggiando

MARGHERITA"Perché rossa di sangue

MARGHERITAÈ la tua spada, Edvardo? Edvardo?... Uccisa

MARGHERITAHo la mia cara. Oh quanto era mai bella!"

MARGHERITAOh!

RATCLIFFChi mai proferì la sanguinosa

RATCLIFFParola? Il gufo, che s'appicca al varco

RATCLIFFDella finestra? o il vento che's'ingorga

RATCLIFFNel vuoto del camino? o quella strega

RATCLIFFAccosciata nell'angolo? Fu quella,

RATCLIFFSi! di marmo ha le membra; oh ma dal petto

RATCLIFFFioco il canto la strilla! e mi comanda

nell'eccesso del dolore

RATCLIFFDi svenar la mia cara... e far lo debbo.

MARIARotan feroci gli occhi tuoi; di fiamma

MARIAÈ il tuo respiro... delirar me pure

MARIATu fai... Lasciami! Oh lasciami, Guglielmo!

RATCLIFFNon opporti, cor mio; così soave

RATCLIFFE la morte! Io ti guido a quella bella

RATCLIFFTerra, che spesso sognavam. Maria,

RATCLIFFVieni con me!

sciogliendosi da lui

MARIAVia! via! che non ti coglia

MARIADugla...

in furore

RATCLIFFNome esecrato! è la parola

RATCLIFFDella morte! Nessun, fosse pur Dio,

RATCLIFFDee possederti. Tu se' mia...

in atto di trafiggerla

fugge nel gabinetto coperto

MARIAGuglielmo!

MARIAUccidermi tu vuoi?

la segue precipitoso nel gabinetto

RATCLIFFMia, mia tu sei!

odesi la voce di Maria: "Guglielmo! Soccorso! Guglielmo!"

canta

MARGHERITA"Uccisa ho la mia cara! era pur bella

MARGHERITALa mia cara." Oh!

(Le due nebbie in forma d'uomo appariscono da parti opposte:

si arrestano all'ingresso del gabinetto,

si tendono a vicenda le braccia, ed all'uscire di Ratcliff spariscono)

balza fuori colla spada insanguinata

RATCLIFFT'arresta, e non fuggirmi,

RATCLIFFOmbra di me medesmo! È la tua quest'opra,

RATCLIFFBianco spettro notturno. Il sangue gronda

RATCLIFFDalla vuota tua man. Vieni, combatti

RATCLIFFMeco, assassino di Maria!...

SYSTEMSCENA III

I precedenti, Mac-Gregor entra impetuoso colla spada sanguinata

MAC-GREGORSoccorso?

MAC-GREGORUdii gridar...

vede Ratcliff

MAC-GREGORRibaldo! alfin ti trovo;

MAC-GREGORTu, sicario aborrito e di mia pace

MAC-GREGORTurbator.

con un fiero scoppio di riso

RATCLIFFQuel son io, ma tu non manco

RATCLIFFAborrito mi sei; non ne conosco

RATCLIFFLa cagion; pur ti aborro, e del tuo sangue

RATCLIFFTutto io mi struggo.

si avventano l'uno sall'altro e combattono

MAC-GREGORScellerato!

RATCLIFFIo rido.

ride ferocemente

canta

MARGHERITA"Perchè rossa di sangue è la tua spada,

MARGHERITAEdvardo? Edvardo?

cade a terra

MAC-GREGORMaledetto canto!

esausto di forze

RATCLIFFMorta è la serpe velenosa. Un peso

RATCLIFFMi si leva dal cor. Già della pace

RATCLIFFLe dolcezze pregusto. Or mia per sempre

RATCLIFFÈ Maria!... Fine ha qui la mia giornata.

RATCLIFFO Maria, vengo a te!

entra nel gabinetto

RATCLIFFSon qui, soave Maria!