Isabeau
Mascagni, Pietro
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Isabeau Libretto
L'EPOCAA' bei di lontani
L'EPOCAquando la Leggenda correva il mondo,
L'EPOCAquando, al caldo soffio di una primavera di idealità ,
L'EPOCAsu da tutte le terre pullulava il fiore della Fantasia
L'EPOCAe sbocciava l'Eroe o l'Eroina, giù nei tuguri
L'EPOCAo su in alto nelle aurate Reggie,
L'EPOCAtra i figli della gleba e del bosco
L'EPOCAo tra le bionde pulzelle incoronate:
ERMYNGARDEGIGLIETTA o GIGLIERETTA
MESSER CORNELIUSIL CAVALIER FAàDIT
SYSTEMPRIMA PARTE
LA SCENADove ha la sua reggia il vecchio Re, piuttosto che un Castello,
LA SCENAè un palazzo aperto poichè, invece che muri, intorniato da
LA SCENAcorsie a larghe arcate su colonne binate che lasciano libere
LA SCENApassare aria e luce e insieme sguardi, suoni, voci, clamori e
LA SCENAgiubili, tutte le espressioni di vita infine di un popolo e di
LA SCENAuna città .
LA SCENALa magnifica « Rotonda » - la gran sala a Reggia che si
LA SCENAdisnoda obbediente seguendo la curva che le impone l'ampio
LA SCENAscalone a spirale che ne forma la vertebra -- domina alto tutta
LA SCENAla città ; la piazza turrita le si allarga innanzi; dove dovrebbe
LA SCENAcadere o sollevarsi un ponte levatoio, o stridere saracinesca
LA SCENAe catena, una larga gradinata, per la maggiore arcata che un
LA SCENAricco e pesante cortinaggio chiude, si stacca e scende giù nella
LA SCENApiazza. Così la Reggia penetra dentro nella esistenza del suo Regno!
LA SCENAIl ponte levatoio - così come fu de' muri intorno e dei fossati -
LA SCENAamore di Re e di popolo l'hanno soppresso.
LA SCENAQuesta gradinata che unisce la Città alla Reggia è dunque il
LA SCENAsimbolo di un saldo e forte abbraccio fra popolo vassallo
LA SCENAe Re Raimondo.
LA SCENADalla piazza sguisciano, diffondendosi capricciosamente, strade
LA SCENAche per altre vie, per viuzze, per viottoli corrono per tutta
LA SCENAla Città ; cosicchè dalle arcate, dalle ampie finestre colonnate
LA SCENAin alto, dal suo giardino pensile e dalle ogive di una cappella
LA SCENAvotiva che lo fronteggia, il meraviglioso spettacolo di tutta
LA SCENAla Città , fino al mare da un lato, fino ai monti dall'altro,
LA SCENAè sempre aperto innanzi agli occhi del vecchio Re.
LA SCENANon atrii, non vestiboli quindi; la gradinata per la arcata
LA SCENAmaggiore introduce subito nella Sala che è Sala di Trono e
LA SCENAdi Giustizia, di Editti e di Convivii, di Corti Bandite e di
LA SCENAAdunanze, sala a tutto, per tutto e di tutti.
LA SCENACome RAIMONDO RE - mortigli nelle lotte per il Regno
LA SCENAi suoi due figli maschi - nella assenza della unica figlia
LA SCENAIsabeau la casta e sempre velata Reginotta, ita colle due fide
LA SCENAancelle Ermyntrude ed Ermyngarde in pio pellegrinaggio a un
LA SCENAsanto eremo tra i monti, avendo dato ascolto finalmente ai
LA SCENAconsigli per alta ragion di Stato suggeritigli dal suo Cancelliere
LA SCENACORNELIUS: Sulla suprema necessità di essere finalmente più
LA SCENA« Il Re » che « il Padre!»; udisse al ritorno degli araldi ripetere
LA SCENAil bando della « Lizza aperta per una Tenzone di Amore »
LA SCENAonde, nel vittorioso cavaliero, trovare un marito ad Isabeau
LA SCENAcasta ed al Trono un successore:
LA SCENASta IL VECCHIO RE in atto di supremo scoraggiamento
LA SCENAseduto in trono, il capo abbandonato sul petto.
LA SCENAIn diversi atteggiamenti lo intorniano, muti, i suoi
LA SCENADignitari, il suo Cancelliere Cornelius, uomini di
LA SCENAscienza, di religione, d'arme e di giustizia.
LA SCENAEd ecco, dalla sottostante piazza, un clangore
LA SCENAimprovviso di clamanti, tube.
LA SCENAE di nuovo e più squillanti le tube convocano!
LA SCENAOr ecco; tuona una voce solenne e grave:
LA SCENAÈ la voce di
ROGER ARALDOOggi, dì quinto del Fiorito Maggio - nell'anno
ROGER ARALDOdel Signor mille e dugento -
ROGER ARALDOnel nome del possente nostro Re
ROGER ARALDO- apro la Lizza a una
ROGER ARALDO« Tenzon d'amore » !
ROGER ARALDO« Per gli occhi del Core » è il Motto . .
ROGER ARALDOe indìce l'armi:
ROGER ARALDO(La voce dell'Araldo si fa ora più enfatica ed anche più
ROGER ARALDOsolenne nell'esporre le condizioni della Lizza Cortese che
ROGER ARALDOspiegano il Motto:)
ROGER ARALDONon con ferro ferir di lance, stocchi,
ROGER ARALDOazze o pugnali, ma ferir « cogli occhi: »
ROGER ARALDONon sorte d'armi ma l'umano ardore
ROGER ARALDOd'una pupilla che riveli: Amore!
ROGER ARALDOAvrà in soave premio il Vincitor:
ROGER ARALDO« d'Isabeau casta la persona e il cor! »
ROGER ARALDO(E più energicamente trionfali concludono le tube.
ROGER ARALDOGli araldi, si allontanano per altri crocicchi delle Città
ROGER ARALDOtraendosi dietro il tumulto delle voci e della curiosità umana.)
ROGER ARALDOSempre silenziosi i Dignitari del Trono, i Consiglieri
ROGER ARALDOdella Corona, Messer Cornelius sopra tutti., il Cancelliere
ROGER ARALDOdel Regno - l'uomo politico, il cortigiano necessario;
ROGER ARALDOil consigliere di ogni giorno, di ogni ora - stanno innanzi
ROGER ARALDOal vecchio Re, immoto sempre, come se non ne avvertisse
ROGER ARALDOla presenza, come se non li vedesse!
MESSER CORNELIUS(colla sua voce si frappone
MESSER CORNELIUSe arditamente scuote il Re
MESSER CORNELIUSdalle sue meditazioni:)
MESSER CORNELIUSSquillan le tube e vociano gli Araldi!
MESSER CORNELIUSErette innanzi alla Città gli stanno
MESSER CORNELIUSle colorate tende a Motti e Imprese
MESSER CORNELIUSche la Bellezza Casta d'Isabeau
MESSER CORNELIUSqui radunò! Da' monti già , dall'Eremo
MESSER CORNELIUSdove pietà la fè pellegrinare,
MESSER CORNELIUSl'Unica Figlia Vostra torna...
RE RAIMONDOora sì che si scuote tremante di emozione!
RE RAIMONDOTorna?...
RE RAIMONDO(Fra la canzone silvestre e la nenia religiosa, lontana ancora,
RE RAIMONDOsi fa sentire una musica tenue, dolce, blanda; viene da quei
RE RAIMONDOmonti che sull'orizzonte alto si disegnano e fanno da due
RE RAIMONDOlati corona alla Città .)
MESSER CORNELIUSIn punto! Udite?...
MESSER CORNELIUS(E avvicinatosi alla più vicina arcata
MESSER CORNELIUSvi solleva i1 corti.
MESSER CORNELIUSnaggio perchè più evidente
MESSER CORNELIUSquella musica possa penetrare
MESSER CORNELIUSnella Reggia.)
MESSER CORNELIUSE udite?... Glorie ed Inni!
Clamori festosi infatti sorgono per incanto dalla Città
VOCI D'UOMINI(di lontano sussurano
VOCI D'UOMINIlaude festose di gioia popolare,
VOCI D'UOMINIma mite e soave
VOCI D'UOMINIcome una carezza o una preghiera.)
VOCI D'UOMINISulla fida chinea
VOCI D'UOMINIbianca e stellata
ritorna Reginotta
VOCI D'UOMINIdal pio pellegrinaggio.
VOCI D'UOMINILungo il viaggio,
VOCI D'UOMINIper il monte e per vallea,
VOCI D'UOMINIl'ha il suon d'una villotta
VOCI D'UOMINIaccompagnata!
VOCI D'UOMINI(e in un immenso impeto di amore
VOCI D'UOMINItutte le voci inneggiano:)
VOCI D'UOMINI« Gioia di cuori e d'anime, Isabeau,
VOCI D'UOMINIalfin fai ritorno!... »
VOCI D'UOMINI(e gli occhi del vecchio Re
VOCI D'UOMINIsi velano di lacrime.)
MESSER CORNELIUS(se ne avvede e con voce
MESSER CORNELIUSin apparenza sommessa)
MESSER CORNELIUSMio Sire, è il giorno
MESSER CORNELIUSche inizia un avvenir!
e per meglio spiegare il suo pensiero:
MESSER CORNELIUSUnica figlia?
MESSER CORNELIUSNell'Utopia di castità racchiusa?
MESSER CORNELIUSDunque?
e dopo breve pausa arditamente
MESSER CORNELIUSUn marito a lei, a Voi un successore!
RE RAIMONDO(sotto lo stimolo aspro di queste parole,
RE RAIMONDOcome se ritrovata ancora l'antica energia:)
RE RAIMONDOIsabeau venga!... Ed io le parlerò.
RE RAIMONDO(Allora, ad un rapido accennar degli occhi di Messer Cornelius,
RE RAIMONDOil gran Cerimoniere fa subito portare da paggi, sopra un cuscino
RE RAIMONDOdi velluto, la Corona e lo Scettro.)
MESSER CORNELIUS(piegando un ginocchio presenta
MESSER CORNELIUSegli stesso questi emblemi;
MESSER CORNELIUScon voce solenne:)
MESSER CORNELIUSObliate il Padre! - Siate solo il Re...
MESSER CORNELIUSil Re!, il Re!
RE RAIMONDO(commosso, posata la mano
RE RAIMONDOsulla Corona e sullo Scettro)
RE RAIMONDOSoltanto il Re sarò.
MESSER CORNELIUS(rapido afferra la mano del Re;
MESSER CORNELIUSrispettosamente la bacia;
MESSER CORNELIUSpoi, sollevandosi, trova modo
MESSER CORNELIUSdi insinuare nell'animo di Re Raimondo
MESSER CORNELIUSun consiglio che può essere un sospetto:)
MESSER CORNELIUSNon già ch'io pensi a una fattucchiera!
MESSER CORNELIUS(e guardandosi intorno,
MESSER CORNELIUSe visto che nessuno può udirlo.)
MESSER CORNELIUSFate che svesta il manto...
e conclude il suo intimo pensiero
MESSER CORNELIUSÈ troppo pia.
MESSER CORNELIUS(Con triplice inchino i Dignitari del Regno
MESSER CORNELIUSsi accomiatano ed escono tutti.)
MESSER CORNELIUSE Re Raimondo rimane solo.
MESSER CORNELIUSCome ISABEAU, tornata dall'eremo fra monti, invece che il
MESSER CORNELIUSpadre, sempre troppo proclive ad esaudire desideri e capricci,
MESSER CORNELIUSsi ritrovasse di fronte un Re risoluto ed inflessibile:
MESSER CORNELIUSDall'alto dello scalone irrompe vivido il sole proiettando
MESSER CORNELIUSgiù per i gradini e sul pavimento della sala, disegnandola
MESSER CORNELIUScon contorni precisi; l'ombra di una fanciulla.
MESSER CORNELIUSÈ Isabeau.
MESSER CORNELIUSCome sempre tutta chiusa in un manto fatto di un denso
MESSER CORNELIUSvelo tutto bianco, celebre oramai per tutta la cristianità ,
MESSER CORNELIUSIsabeau si sofferma e guarda.
MESSER CORNELIUSTenuto fermo da un cerchietto d'oro, che sulla fronte
MESSER CORNELIUSlascia piovere la lagrima purpurea di un rubino, il gran
MESSER CORNELIUSmanto incornicia, nascondendo la biondissima chioma,
MESSER CORNELIUSil puro ovale del viso, e scende, e avvolge tutta la persona
MESSER CORNELIUScome dentro ad una vaporosa nuvola candidissima.
MESSER CORNELIUSNon un riccio ribelle della chioma d'oro sfugge alla severità
MESSER CORNELIUSdelle pieghe! La fanciulla è ermeticamente chiusa dentro
MESSER CORNELIUSil suo candore.
ISABEAU(su l'alto dello scalane,
ISABEAUvisto il Re suo padre, con profonda
ISABEAUdolcezza di voce lo avverte
ISABEAUdella sua presenza chiamandolo:)
ISABEAUMio padre...
subito con inusata severità :
RE RAIMONDO... Il Re
ISABEAU... e Re!...
ISABEAU(e discende sempre irradiata dal sole,
rivolgendo sempre
ISABEAUil suo parlare carezzevole
ISABEAUal Re suo padre:)
ISABEAU... e Re saggio!...
ISABEAURe di virtù!... Re Pio!...
ISABEAURe fatto per la gloria,
ISABEAUma, per l'amor, Re fatto padre mio.
ISABEAU(e, giuntagli vicina, protende la fronte alle labbra di lui,
ISABEAUMa, oggi, nessun bacio sfiora la bianca fronte.)
RE RAIMONDOMa, sopratutto, il Re!
ISABEAU(guarda allora can pupilla sorpresa;
ISABEAUe rimane interdetta;
ISABEAUe facendosi anche più pallida,
ISABEAUtutta in corruccio:)
ISABEAUSe voi volete ch'io mi genufletta.
ISABEAUditelo, padre... e Re!,
ISABEAUe sono a' Vostri piè.
ISABEAU(e così fa; e si genuflette
ISABEAUnon lasciando al Re suo padre
ISABEAUil tempo di impedirnela; e, genuflessa:)
ISABEAUMa poi, come fa il Sole all'orizzonte,
ISABEAUdite, volete ancora
ISABEAUch'io faccia Aurora?,
ISABEAUche mi levando
ISABEAUchiami, passando,
ISABEAUpel vostro core un bacio alla mia fronte':
ISABEAU(e la Fanciulla si solleva, e sollevandosi bacia dove dentro
ISABEAUbatte affannoso il cuore di suo padre, protendendo ancora
ISABEAUalle sue labbra insistendo la fronte. Ma nessun bacio ancora
ISABEAUcorrisponde al bacio suo!)
RE RAIMONDO(compreso dalla necessità
RE RAIMONDOdi una severità regale, sa dominarsi
RE RAIMONDOimponendosi un contegno
RE RAIMONDOapparentemente grave e solenne:)
RE RAIMONDOVassalla tu non sei! Legge fatale
RE RAIMONDOanco regge il volere de" monarchi.
RE RAIMONDOiSABEAU:
RE RAIMONDO(guarda, soffocando un rapido grido
RE RAIMONDOdi angoscia. Poi le balena
RE RAIMONDOun vago sospetto,
RE RAIMONDOil volto le si infiamma e scolorisce rapido:)
RE RAIMONDOChe vuolsi da me?
RE RAIMONDOPrima di padre fui e sono il Re.
RE RAIMONDO(E passa un lungo silenzio.
RE RAIMONDOFiera lotta nell'anima di un vecchio
RE RAIMONDOfra dovere ed affetto!
RE RAIMONDOMa la Ragion di Stato vince
RE RAIMONDOnei Re il sentimento.
RE RAIMONDOL'oro di una corona e il ferro di un anello
RE RAIMONDOnon sono forse che
RE RAIMONDOgli opposti capi della lunga catena
RE RAIMONDOche inceppa anime,
RE RAIMONDOmenti, volontà , e la vita.)
RE RAIMONDOGià per le terre e cartella fei bandita
RE RAIMONDOla bionda tua bellezza,
RE RAIMONDOOggi inaurora in te una nova vita;
RE RAIMONDOfinì la fanciullezza.
RE RAIMONDOOr oggi è qui, da Feudi e Reami,
RE RAIMONDOd'ogni lontan paese
RE RAIMONDOaccorsi son bei Siri a stormi, a sciami,
RE RAIMONDOalla Lizza Cortese.
RE RAIMONDO(e parlando rapido, Re Raimondo,
RE RAIMONDOsollevando i cortinaggi
RE RAIMONDOdelle arcate, mostra a Isabeau
RE RAIMONDOl'accampamento delle tende
RE RAIMONDOde' cavalieri accorsi.)
RE RAIMONDODell'avvenir la porta misteriosa
RE RAIMONDOcosì schiudo per te;
RE RAIMONDOe tu, Figlia di Re, sarai la sposa
RE RAIMONDOe la madre di Re.
ISABEAU(ora non più tremante,
ISABEAUma calma e pallida, raccogliendosi
ISABEAUtutta entro il suo manto:)
ISABEAUVoi siete il Re... Io suddita?... Obbedisco!
ISABEAUe fa per allontanarsi.
RE RAIMONDO(punto a questo contegno,
RE RAIMONDOperchè Isabeau non esca così,
RE RAIMONDOsi frappone:)
RE RAIMONDOOggi, alla Lizza, qui, tu apparirai
RE RAIMONDOin veste aperta; non in chiusa tonaca;
RE RAIMONDOsenza quel manto che ti sforma in monaca
RE RAIMONDOe tutta ti nasconde...
ISABEAU(dà in un grido di sdegno
ISABEAUe sempre più racchiudendosi
ISABEAUstretta nel manto:)
ISABEAUNo! Giammai!
ISABEAUGiammai!
ISABEAU(e, poi che suo padre con occhio corrugato
ISABEAUla fissa, anche più veemente:)
ISABEAUGiammai!
poi sono le lagrime che le velano gli occhi
ISABEAUImpormi, o padre mio,
ISABEAUpuoi sorte di torneo... E obbedirò,
ISABEAUil manto padre?...
e sollevando al cielo le braccia
ISABEAUIo mi rifugio in Dio!,
ISABEAUio qui lo invoco!, e qui rispondo: No!
ISABEAU(poi gli occhi baleatano
ISABEAUdi una subita fierezza)
ISABEAUQuesto mio bianco manto
ISABEAUè l'alta gloria che mi fa sicura
ISABEAUe mi fa forte quanto
ISABEAUun cavalier in ferrea armatura.
ISABEAU(e fissando coraggiosa negli occhi
ISABEAUsuo padre il Re:)
ISABEAUIl fior d'ogni Arte a Voi,
ISABEAUGuerra, Dottrina, Imperio e Libertà ;
ISABEAUsolo l'Amore a noi
ISABEAUe, in sua difesa, sol la Castità ,
ISABEAUonde nel pensier mio
ISABEAUdissi al mio manto:
ISABEAU« Tutta in te m'ascondi
ISABEAUe contro ogni desio
ISABEAUfa immuni tutti i miei misteri biondi! »
ISABEAU(poi, tutta trasformata,
ISABEAUla bella persona eretta, forte in
ISABEAUquesta sua energia verginale,
ISABEAUlasciandosi cadere ai piedi
ISABEAUdel Re suo padre:)
ISABEAUSolo una grazia, o Re, voglio impetrar.
commosso:
RE RAIMONDOChiedi, Figlia!...
RE RAIMONDOe fa l'atto di volerla rialzare.
ISABEAU(con rapido gesto ne lo trattiene
ISABEAUe così, sempre
ISABEAUginocchioni, indicando il manto:)
ISABEAUSe questo mio candor
ISABEAUo Destino, o Poter osasse disfiorar,
ISABEAUsia Destino o Poter solo d'Amor!
e sollevandosi lentamente
ISABEAUAllor da questo puro manto mio
ISABEAUsaprò umanamente uscirne fuor
ISABEAUsi come a Maggio verso il cielo e Dio
ISABEAUdal grembo della Terra n'esce il fior.
ISABEAU(e mentre Re Raimondo,
ISABEAUvinto da suprema ammirazione,
ISABEAUnon potendo per la grande commozione
ISABEAUparlare, accenna: )
ISABEAU« Che sì »
ISABEAU«Che il tuo volere sarà rispettato! »
ISABEAU(Isabeau sale lentamente verso l'Oratorio.
ISABEAULa segue Re Raimondo con gli occhi umidi di lagrime,
ISABEAUin preda ad un'angosciosa emozione; e scomparsa Isabeau
ISABEAUscoppia allora in dolorosissimi singhiozzi e si rifugia
ISABEAUnella intimità del suo appartamento perchè nessuno
ISABEAUsorprenda un Re che piange.)
ISABEAURapida la Sala si trasforma; paggi, donzelli, famigli in un
ISABEAUlampo vi dà nno assetto per prepararvi l'avvenimento della
ISABEAU«Lizza Cortese». Ecco di fronte al Trono del Re, dove per
ISABEAUlo scalone si apre in nicchia, il faldistorio per Isabeau!
ISABEAUEcco dall'alto, fra gli intercolonni pendere arazzi, zendadi,
ISABEAUdrappi! Poi, la Sala pronta, ecco d'un lampo dileguarsi tutti
ISABEAUper addobbare fuori tutto intorno la Reggia!
ISABEAUCome la vecchia boscaiola GIGLIETTA, o Giglieretta,
ISABEAUpresentendosi vicina a morte, non avendo più di tutta la sua
ISABEAUvita che un nipotino, FOLCO, garzoncello fantasioso e bizzarro,
ISABEAUpensando alla popolarità , di già fatta leggenda quasi, e alla
ISABEAUfama di grande pietà e di affabile generosità di Reginotta,
ISABEAUnella speranza di una sorte, di un avvenire di fortune e di
ISABEAUgrandezze per Folto, proprio in questa incoraggiante alba
ISABEAUrosea di giorno sereno, risolvesse, uscendo per la prima volta
ISABEAUdal suo bosco, di portarsi alla Città con Folto, di presentarsi
ISABEAUa Reginotta e di pregarla per farne del selvaggio boscaiolo
ISABEAUsognatore di caccie un azzimato paggio o, meglio, un destro
ISABEAUfalconiere di Corte:
GIGLIETTA(a Folto, che, vinte le prime esitanze,
GIGLIETTAosa entrare e guardare arditamente:)
GIGLIETTAEntrar così?...
FOLCOVorreste zazzeare,
FOLCOO nonna, tutto il dì?
GIGLIETTA(vedendo il giovinetto
GIGLIETTAad un tratto come preso egli pure
GIGLIETTAda soggezione, soffermarsi:)
GIGLIETTAOr tu perchè t'arresti?
FOLCO(vergognoso e facendosi tutto rosso
FOLCOper essere stato colto in fallo di timidezza:)
FOLCOIo? Per guardare!
FOLCO(E nonna e nipotino continuano ad osservare intorno ogni cosa
FOLCOriguardosi e ammiratori pel grande splendore e la ricchezza:)
GIGLIETTAE non anima!...
FOLCOStiamo
FOLCOed attendiamo
FOLCOcalmi ed onesti!
FOLCO(E stanno così un po' in attesa,
FOLCOin silenzio, calmi ma perduti là
FOLCOdentro come se inanimati.)
GIGLIETTADel nostro bosco in fondo
GIGLIETTAben io vorrei
GIGLIETTAtrovarmi ancor!... laggiù!...
GIGLIETTAove declina
GIGLIETTAa valle, pei
GIGLIETTAmeandri ombrosi,
GIGLIETTAo per i gioghi su
GIGLIETTAde l'alto monte,
GIGLIETTAdove goccia la fonte, parla la calandrina
GIGLIETTAa' pettirossi ascosi...
GIGLIETTA... o in capo al mondo!
FOLCONon muterei!...
e guardando intorno, anche più forte:
FOLCONon muto
FOLCOper oro o gemma!,
FOLCOchè se più guardo attento
FOLCOe con gli sguardi agogno
FOLCOfregio, cortina o stemma
FOLCOio tutto mi rammento!...
FOLCOQui tutto ho già veduto!
FOLCOQui tutto io già conosco!
FOLCOQui già son io venuto!
GIGLIETTAOr quando?
FOLCONon lo so!
GIGLIETTAE dove?
FOLCOLà !... nel bosco!...
FOLCOdentro il mio sogno!
GIGLIETTAAncor?... Sempre?...
FOLCOSapete,
FOLCOche cosa è il sogno
incollerita
GIGLIETTAIl sogno è quella strana
GIGLIETTAmattana umana
GIGLIETTAche a fin del dì
GIGLIETTAnon posa ma travaglia
GIGLIETTAe dà battaglia
GIGLIETTAe, pure, s'anco annotta,
GIGLIETTAniuna dà tregua a lotta...
FOLCONo, nonna! Il sogno è Dio;
FOLCOrivelazione sempre o profezia!
FOLCOÈ Dio che mi rivela un mio desìo
FOLCOo del destin mi svela la mia via?
FOLCO(e rimane assorto gli occhi affascinati
FOLCOancora rivivendo la sua visione, il suo sogno:)
FOLCOSogno se poso; se non dormo è Dio
FOLCOche con carezza d'aria, melodia
FOLCOdi luce e sole, del fuggente rio
FOLCOcol murmure o de' fior la poesia
FOLCOnell'Invisibil parla!... L'occhio è cieco
FOLCOal gran guardar; ma il core l'ha sentita
FOLCOla voce del mistero che in me reco...
FOLCOsi arresta un momento... poi:
FOLCOEcco il mio sogno!
FOLCO(addita intorno a sè e,
FOLCOtendendo l'orecchio come se udisse:)
FOLCOAscolti?... « È la tua vita! »
FOLCOÈ Dio che parla!... La sua voce è l'Eco
FOLCOdei cieli!...
Ma una voce severa bruscamente lo interrompe:
sorpreso di veder questi intrusi:
MESSER CORNELIUSVoi, chi siete?
inchinandosi umile
GIGLIETTAGiglietta o Giglieretta!... A Reginotta
GIGLIETTAporto colombe bianche e un nipotino...
GIGLIETTA(Apre il cesto che ha con sè,
mostra le due colombelle
GIGLIETTAe indica Folco:)
GIGLIETTAE tutto per la grazia d'un destino!
MESSER CORNELIUSVia in fretta!... Il tacco alzate!...
MESSER CORNELIUSLa speranza di GIGLIETTA o di Giglieretta in un avvenire
MESSER CORNELIUSdi fortune e di grandezze per FOLCO suo ecco improvvisamente,
MESSER CORNELIUScome se per arcano volere di un destino, presentarsi di colpo
MESSER CORNELIUSnella persona appunto della pia e casta REGINOTTA:
(Esce appunto ora dalla Cappella
ISABEAUavvertita la voce di Cornelius,
ISABEAUascolta; e vedendo la vecchierella
ISABEAUfaticosamente ritirarsi
ISABEAUtraendosi abbracciato
ISABEAUil fanciullo accorato, interviene:)
ISABEAUMesser, lasciate!
(Scende; e rivolgendosi a Giglietta
ISABEAUcon voce che.riesce
ISABEAUa incoraggiare la vecchierella:)
ISABEAUSon io la Reginotta!
ISABEAUOr dunque di' quel che ti ha condotta.
GIGLIETTAO Reginotta bionda, moribonda
GIGLIETTAho fatto molta via
GIGLIETTAper rovi, covi e spine
GIGLIETTA- credi? - per far così!:
GIGLIETTAsi prostra e le bacia i piedi:
GIGLIETTA« baciarti i' piè! »
GIGLIETTADue colombelle bianche ti vuol dare
GIGLIETTAla vecchia vagabonda
GIGLIETTAperchè tu, buona, voglia riguardare
GIGLIETTAcon tue luci turchine
GIGLIETTAquanto mi resta della vita mia.
Presenta colombelle e Folco
GIGLIETTAEcco!... E' qui tutto!... E m'è rimasto solo!...
GIGLIETTAE' nato boscaiolo;
GIGLIETTAma avvenne un giorno,
GIGLIETTAch'ei vedesse una nobil cavalcata
GIGLIETTApel bosco intorno
GIGLIETTAcacciare!... e fu finita!
GIGLIETTADa quel dì la sua vita
GIGLIETTAmutò! Poi?... Pensa e pensa!,
GIGLIETTAe agogna!...
GIGLIETTAe sogna!...
GIGLIETTAOh, la vita agitata!
GIGLIETTAIo, un po' melensa,
GIGLIETTAcon Folco (è il nome suo)
GIGLIETTAmi sono detto allotta
GIGLIETTA« Andiam da Reginotta
GIGLIETTAper dirle: Fallo tuo! »
FOLCO(dal momento che gli è apparsa Isabeau
FOLCOnon ha più battuto ciglio, nè ha quasi respirato;
FOLCOrimane come uno cui d'improvviso
FOLCOmanchi il senso della vita. Pallido in viso,
FOLCOpoi subito di fuoco e, finalmente, insofferente,
FOLCOa malapena lasciata finir la, nonna,
FOLCOcome se vergognoso
FOLCOdel piccolo dono delle colombelle:)
FOLCONon colombelle!... Il dono mio chiamare
FOLCOvoglio dal cielo; e spazio vincerà ;
FOLCOe sotto il sole lo vedrai passare
FOLCOal trionfal mio grido... e scender qua!
ISABEAU(sorpresa alla foga ardimentosa
ISABEAUdel dire di Folco)
ISABEAUUn tuo dono?... Dal cielo?...
FOLCOSì, dal cielo!
FOLCO(e corre all'aperto;
FOLCOe con grido di falconiere,
FOLCOacuto e vibrante,
FOLCOemette tre lunghi richiami,
FOLCOcome provetto strozziere, ed ai richiami
FOLCOvi aggiunge l'eccitamento della voce sua:)
FOLCOTu ch'odi lo mio grido,
FOLCOscruta la via del cielo con lampo d'iri nera,
FOLCOe con fremiti d'ala gonfia la tua gorgiera,
FOLCOe abbandona il tuo nido!
FOLCOTi elèva e, ancor selvaggio,
FOLCOnon anco incappucciato ma domo al mio pensiero,
FOLCOorsù, vieni al mio grido!, t'apri in cielo un sentiero!,
FOLCOvinci la nube e il raggio!
FOLCODalla montagna brulla
FOLCOver' l'alto cielo ascendi!, appronta sproni e artiglio?,
FOLCOprotendi acuto il rostro e scendi al bianco giglio
FOLCOd'una regal Fanciulla!
FOLCOFuori del bianco vel
FOLCOessa la man già tende!, e tu rafforza il vol!,
FOLCOportale in don la Gloria d'un raggio tolto al Sol.
FOLCOcavaliero del ciel!
FOLCO(E come se venisse dal sole, ecco, al richiamo di Folco,
FOLCOattraverso a boschi e campi, alto passando pel cielo, volare,
FOLCOscendere, e posarsi sul pugno che il giovane gli stende,
FOLCOun magnifico falco selvaggio ancora, eppur già domo.)
FOLCO(Piegato il ginocchio, orgoglioso, Folco presenta a Isabeau
FOLCOil dono di quel falco obbediente, domato senza cappuccio,
FOLCOsenza ghiera, attrezzo od utensile di falconiere o di strozziere.)
ISABEAU(stende la mano inguantata; il falco, posandovisi, vi imprime
ISABEAUuna piccola macchia rossa, è una goccia di sangue:)
ISABEAUMacchia di sangue?...
sorridendo
FOLCOIl mio!
(e mostra trionfalmente,
FOLCOsollevandola, la mano graffiata)
FOLCOLieve ferita!
FOLCOGoccia di sangue che rifulge e brilla
FOLCOcome il rubin che in fronte ti scintilla?
FOLCOChi tenta il sol dovrebbe dar la vita.
FOLCO(Ad una delle sue ancelle,
FOLCOErmyntrude ed Ermyngarde, seguite
FOLCOda un paggio, Isabeau
FOLCOaffida le colombelle, e il falco a1 paggio:)
a Giglietta
ISABEAUO vecchietta, sia fatto il tuo voler;
ISABEAUaccetto le colombe e il falconier!
ISABEAU(E Isabeau, a quei suoni
ISABEAUche le annunciano già la «Lizza Cortese»,
ISABEAUrisale alle sue stanze.)
ISABEAUCosì avviene dunque - come fu ed è di bel nuovo ancora
ISABEAUannunciata a suoni di tube e di timballi e a grida d'araldo -
ISABEAUche i contendenti, attratti dalla fama della beltà di ISABEAU,
ISABEAUsi presentassero alla « Lizza Cortese » in questa ampia sala
ISABEAUgaia di sole, di colori, di trionfi, di balenii, di sfolgorii di
ISABEAUgemme, meraviglie, dovizie, tumultuosa di popolo festante
ISABEAUed ansioso. E' così anche avviene che, nella furia di curiosità
ISABEAUdal popolo sospinti, GIGLIETTA e FOLCO assistessero ad
ISABEAUun magnifico spettacolo: e come invece rimanessero in ultimo
ISABEAUdelusi e il RE, e Messer CORNELIUS, e i contendenti tutti;
ISABEAU(Ecco l'ora della « Lizza Cortese »!
ISABEAULa « Folla » che si stipa giù nella piazza nei pressi della
ISABEAUReggia, mormora, strepita, acclama.
ISABEAUEcheggiano tube e brontolano i timballi.
ISABEAUScalpitano cavalli per le vie tortuose della città su i
ISABEAUlastrici della piazza)
UNA FOLLA(erompe in un tumulto di grida festanti
UNA FOLLAall'apparire del Corteo
UNA FOLLAde' Contendenti:)
UNA FOLLAOnde di polve - si elevano pe' campi
UNA FOLLAsu dell'aperta piana!
UNA FOLLAGuizzan faville, lampi,
UNA FOLLAfulgori ed ori!
UNA FOLLATutto sconvolve - l'Amorosa Gualdana
UNA FOLLAanime e cori!
che inneggiano affascinate
LE DONNEIn cor la brama, Amor cavalca in groppa
LE DONNEe li sospinge qua,
LE DONNEe dietro a un sogno ognun d'essi galoppa,
LE DONNEun sogno di Beltà .
TUTTI(tumultuando, scoppiano grida
TUTTIdi meraviglie alla vista della
TUTTICittà , della Reggia e della Sala pavesate: )
TUTTIA festa palvesata tutta abbaglia
TUTTIla Città bianca...
TUTTI(E la folla si rovescia nella Sala,
TUTTIdentro a sè sospingendo
TUTTIGiglietta e Folco...)
(Appare Messer Cornelius
TUTTIintorniato da tutti i Dignitari)
MESSER CORNELIUS(vede quel tumulto di popolo;
MESSER CORNELIUScon voce irosa, a tutta forza di polmoni)
MESSER CORNELIUSIndietro la canaglia!
MESSER CORNELIUS(A calci di ronconi, a punzoni di labarde corsesche e picche d'armieri
MESSER CORNELIUSche accorrono, la folla è sospinta e stipata alle pareti e cacciata su per le scale che mettono alle gallerie e a corridoi.)
Giglietta e Foleo riparano dietro una colonna.
alla nonna
FOLCOChe avviene qui dunque, nonna?
più sorpresa e intontita di lui
GIGLIETTANon lo so.
ALCUNE DONNESi fa sposa Isabeau..
con gioia repressa
FOLCO(La rivedrò).
FOLCO(Ed ecco il Re.
FOLCOE, subito dopo, ecco il Corneo de' Contendenti.
FOLCOOgnuno è preceduto da due famigli e seguito da scudiero, mastro
FOLCOdi casa e paggi. Improvvisamente, in ultimo, in armi nere, senza
FOLCOseguito, solo, collo scudo coperto da un drappo nero, indizio di
FOLCOimpresa, motto e stemma vietati o rinnegati, senza cimiero e corona
FOLCOl'elmo che tiene penzoloni a spalle avanza un cavaliero.
FOLCOÈ un Cavaliero Faïdit.
FOLCOCorre un grido di stupore, e di sdegno!)
gli si avvicina e lo affronta...
MESSER CORNELIUSScudo coperto?...
MESSER CORNELIUSNiego la contesa.
MESSER CORNELIUSIL CAVALIER FAàDIT:
MESSER CORNELIUSM'appello al Re!
MESSER CORNELIUS(E in mezzo al più profondo silenzio
MESSER CORNELIUSed alla più ansiosa curiosità il
Cavalier Faidit si avvicina al Trono,
MESSER CORNELIUSpiega prima il ginocchio, e,
MESSER CORNELIUSpiù rapido ancora, solo per il Re,
MESSER CORNELIUSsolleva il drappo che copre lo stemma.
MESSER CORNELIUSAl Re sfugge un grido di suprema sorpresa;
MESSER CORNELIUSed a Cornelius che lo
MESSER CORNELIUSguarda interrogandolo, accenna di sì,
MESSER CORNELIUSche il Cancelliere gli dia diritto di campo.
MESSER CORNELIUSOr ecco Isabeau.
MESSER CORNELIUSReginotta si presenta fra le due fide
MESSER CORNELIUSancelle Ermyntrude ed Ermyngarde.
MESSER CORNELIUSSi avanza lenta, chiusa in un manto ricco
MESSER CORNELIUSdi ricami e costellato di gemme
MESSER CORNELIUSbianche, la perla e il diamante.
MESSER CORNELIUSIsabeau non siede; ritta innanzi al faldistorio
MESSER CORNELIUSsta la fanciulla calma, eretta la bianca persona,
MESSER CORNELIUSimmobile, gli occhi semichiusi, in attesa.
MESSER CORNELIUSGià sul tavolone dal tappeto stemmato gli scudi,
MESSER CORNELIUSi blasoni, gli stemmi a fascie,
MESSER CORNELIUSlionati stellati, a bande, a sbarre, a fascie,
MESSER CORNELIUSgrembiati, inquartati, partiti, spaccati,
MESSER CORNELIUSinterzati, a croci, a simboli sono in bell'ordine.
MESSER CORNELIUSOr ecco squillano le trombe.
MESSER CORNELIUSÈ il segnale. Il Re con un cenno
di mano apre la « Lizza Cortese ».
MESSER CORNELIUSSquillano di nuovo le trombe.
L'Araldo Maggiore prende posto
MESSER CORNELIUSnel mezzo della Sala e col bastone ricoperto
MESSER CORNELIUSdi velluto dirige.
MESSER CORNELIUSEcco il primo Contendente.
MESSER CORNELIUSTutto chiuso in armi si avanza, si inchina al Re.)
I paggi portano e ne presentano lo scudo a
MESSER CORNELIUS(che ad alta voce rivela
MESSER CORNELIUSil nome del Cavaliere Contendente:)
MESSER CORNELIUSUbaldo di Edimburgo
MESSER CORNELIUS(e con un gesto accenna all'Araldo che,
MESSER CORNELIUSa sua volta, grida e palesa i diritti
MESSER CORNELIUSdi cavalleria, la nobiltà , i pregi di nascita,
MESSER CORNELIUSdi casato, di valore, i fatti d'arme
MESSER CORNELIUSdel Contendente.)
L'ARALDOTerre. Castella, Feudi, cento còfani d'or.
UBALDO DI GUASCOGNA(solleva la visiera, sta muto
UBALDO DI GUASCOGNAe immobile dinanzi ad Isabeau guardandola.)
ISABEAU(dopo un breve silenzio, con voce
ISABEAUsicura e calma all'Araldo guardando
ISABEAUUbaldo di Guascogna:)
ISABEAUQuesta è dovizia, Sere, non Amor.
ISABEAU(Un lungo mormorio
ISABEAUaccoglie le parole di Reginotta.)
alla nonna
FOLCOOh, le saggie parole!...
cavallerescamente si inchina e si ritira.
Un secondo Contendente gli succede.
MESSER CORNELIUSArundel di Westerne.
L'ARALDOGuerre! Tornei! Guardane...
L'ARALDOARUNDEL di WESTERNE:
L'ARALDO(fisso e silenzioso guarda Isabeau.
dopo aver guardato con breve gesto niega.
alla nonna
FOLCONon risponde?...
FOLCOARUNDEL di WESTERNE
FOLCO(si ritira.
FOLCOUn terzo Contendente
FOLCOprende il suo posto.)
MESSER CORNELIUSEthelberto d'Argile.
L'ARALDOAlte gesta d'Onore!
ISABEAUancora non profferisce motto.
FOLCOAnco si tace?
si ritira
Eccone un quarto
MESSER CORNELIUSRandolfo di Dublino.
con enfasi
L'ARALDOVinse il Soldano ad Acri.
ISABEAUValor non è Amore.
FOLCOVerità profonde!
cede il posto ad un nuovo contendente.
RANDOLFO DI DUBLINOil CAVALIERE FAàDIT:
RANDOLFO DI DUBLINO(Non presentando stemma,
RANDOLFO DI DUBLINOnon soccorso da imprese, motto, nome,
RANDOLFO DI DUBLINOinchinatosi innanzi al Re,
prende posto innanzi a Reginotta.
RANDOLFO DI DUBLINO(Così, ritto, il CAVALIER Faidit
RANDOLFO DI DUBLINOguarda e con voce dolcissima,
RANDOLFO DI DUBLINOvoce dove anela
RANDOLFO DI DUBLINOil mistero di un profondo dolore:)
RANDOLFO DI DUBLINOL'inadorno cimier
RANDOLFO DI DUBLINOcorona porterìa... per mio voler
RANDOLFO DI DUBLINOfu tolta via.
RANDOLFO DI DUBLINOSon Faïdit non per ignavia mia.
e con voce che implora pietosissima
RANDOLFO DI DUBLINOIo cerco un cuore!...
RANDOLFO DI DUBLINOInvoco una pietà .
improvvisamente a disagio
FOLCOO nonna... O nonna...
GIGLIETTAEbben? Che mi vuoi dire?
ISABEAU(ha attentamente guardato e guarda ancora impietosita
ISABEAUil Cavaliere Faïdit, poi si toglie dal dito un anello
ISABEAUe lentamente glie lo stende.)
ISABEAUCavalier di Dolore,
ISABEAUil muto stemma
ISABEAUravvivi questa gemma.
ISABEAULuce il mio cor vi dà ...
ISABEAUe dà l'anello;
angosciato
FOLCOVorrei, nonna, fuggir!... Vorrei morire!...
ISABEAUAmore?.. No. Pietà non è Amore.
ISABEAUIL CAVALIER FAàDIT
ISABEAU(bacia l'anello e si ritira in disparte.
ISABEAUIsabeau ha respinto tutti i Contendenti.
ISABEAUUn silenzio di sorpresa accoglie
ISABEAUla inaspettata soluzione di questa
ISABEAU«Lizza Cortese».)
ISABEAU(Ma rapide parole a bassa voce i Contendenti
ISABEAUhanno intanto fra di loro sussurrate.
ISABEAUOr eccoli in monomio,
ISABEAUseguiti dai loro scudieri e paggi,
ISABEAUavanzarsi fino innanzi al Trono.)
I CAVALIERIgiunti di fronte al Re:
I CAVALIERICon acini o no, Tenzone
I CAVALIERIsignifica: «Vittoria»:!
I CAVALIERIOr se d'Amor la gloria
I CAVALIERInon sorride a un campione
I CAVALIERIfu il bando fellonìa!...
I CAVALIERI(e rapidamente tolta via la manopola
I CAVALIERIdella mano destra, in atto di sfida,
I CAVALIERIla gittano innanzi a' piedi del Re.
I CAVALIERIn grido di sdegno scoppia nella Sala.
I CAVALIERIIl Re si è sollevato pallido d'ira.)
I CAVALIERIFAàDIT
I CAVALIERI(rapido si frappone fra il Re e i Cavalieri
I CAVALIERIe invoca ancora l'intervento reale
I CAVALIERIpresentando lo scudo. )
I CAVALIERIRe datemi poter di stemma!
con entusiasmo
RE:Sia?
RE:(ed egli stesso strappa via
RE:dallo scudo il drappo che
RE:cela impresa, motto,
RE:nome del Cavalier Faïdit.)
RE:(Come invocando un « Giudizio di. Dio »,
RE:fosse proclamato, glorificandolo,
RE:il « Diritto della Vergine ». Nello stemma
RE:ora scoperto con sorpresa sono
RE:apparse le medesime armi simboli e impresa del Re.
RE:Il nome del Faïdit corre
RE:ora sussurrato sulle labbra di tutti.
RE:È Ethel, figlio del fratello di Re Raimondo,
RE:che, facendosi Cavalier Faïdit,
RE:ha voluto fare ammenda di cavalleria sconfessando
RE:così la condotta di suo
RE:padre verso quello di Isabeau nella lotta sleale
RE:per la successione del Regno.)
ETHEL(salito sul primo gradino del Trono
ETHELfieramente e solennemente rivolto ai
ETHELContendenti, e accennando
ETHELa Reginotta, snudando la spada.)
ETHELInvoco qui « il Diritto della Vergine »
ETHELe « Il Giudizio di Dio »,
ETHELe, contro tutti voi, campion son'io!
ETHEL(e fa dagli Scudieri raccogliere i guanti gittati
ETHELa piè del Trono dai Cavalieri.)
ETHEL(I Cavalieri contendenti si ritirano fieramente seguiti
ETHELdai loro scudieri e paggi..)
LE DONNE(ora si dà nno ad inneggiare,
LE DONNEdimentichi del luogo dove si trovano,
LE DONNEmalgrado Cornelius e l'etichetta: )
LE DONNEGloria ad Ethel e Gloria ad Isabeau!
LE DONNESangue di Re non mente!
LE DONNEGloriosi entrambi Ethel ed Isabeau,
LE DONNEgloriosi umanamente!
LE DONNEUn consiglio, che l'Alta Ragion, di Stato ispira come scaltra e
LE DONNEmeravigliosa idea al Cancelliere CORNELIUS, consiglio da
LE DONNEquesti subito confidato al Re e dal Re accettato, per irrisione
LE DONNEdi sorte (la quale sovente manda a vuoto e sbugiarda tutti i più
LE DONNEperfetti ed alti calcoli delle menti più profondamente dotte in
LE DONNEscienza politica) anzichè concludere a un matrimonio fra
LE DONNEISABEAU ed il Cavaliere Faidit, mette a dura prova il buon
LE DONNEsenso di un Re, e il buon cuore di un padre la fierezza di una
LE DONNEReginotta, la castità di una figlia virtuosa e la pace di tutto un
LE DONNEpopolo felice:
MESSER CORNELIUS(salito fino al Re, indicandogli l'aitanza magnifica
MESSER CORNELIUSdella persona di Ethel,
MESSER CORNELIUSparla con rapide sommesse parole.
MESSER CORNELIUSIl Re ascolta scosso dapprima, poscia
MESSER CORNELIUSturbato pare voglia respingere
MESSER CORNELIUSil consiglio del suo Cancelliere,
MESSER CORNELIUScertamente perverso, Messer Cornelius
MESSER CORNELIUSosa insistere nel suo pensiero additando
MESSER CORNELIUStenacemente le due belle persone
MESSER CORNELIUSdi Isabeau e di Ethel.)
RE:(mentre il popolo suo, in preda
RE:a grande entusiasmo inneggia,
RE:si solleva ritto dapprima poi, animandosi,
RE:scendendo minaccioso, con voce ad arte
RE:resa anche più terribile:)
RE:Mentre piango tu inneggi?... E conte spada
RE:o popolo, su te,
RE:dunque ricada
RE:il dolore di un Re!
RE:(e stendendo le mani, avanzando
RE:sempre minaccioso verso il popolo:)
RE:Diritto d'antrustione!...
RE:Chiuso porto!...
RE:Balzelli come in tempo di battaglia!...
RE:Viete Chiese e Feste!...
RE:Rappresaglia!...
RE:Città di gente morta in Regno morto!
RE:(E così - come l'astuto Cornelius ben prevedeva
RE:- nella pania di una sottigliezza
RE:di politicante la Fanciulla è colta:)
ISABEAU(interrompe con un grido di dolore!...
ISABEAUScende e, rapida, si frappone
ISABEAUfra l'ira del Re suo padre e il popolo:)
ISABEAUNo, padre e Re!...
ISABEAUNon contro il vostro popolo!...
ISABEAUIo sola qui colpevole!... Punitemi!
E si lascia cadere ginocchioni.
come se a stento dominasse il suo corruccio:
RE:Colpevole è il tuo orgoglio!
RE:E in questa vanità punir ti voglio!..
RE:(Un profondo angoscioso silenzio
RE:si fa in tutta la Reggia:)
RE:(con voce fatta solenne,
RE:con dire apparentemente imperioso, impone )
RE:(ad Isabeau la perversa severità
RE:del suo Cancelliere:)
RE:Allor che il Sol sia giunto a mezza via
RE:sulla bianca chinea cavalcherai
RE:traverso alla Città ...
RE:(e il vecchio Re esita;
RE:ma il perverso sguardo, fisso, tenace, imperativo,
RE:fatale di Messer Cornelius governa qui il destino!)
gli obbedisce, e però prosegue a dire:
RE RAIMONDO« ignuda tutta, a ingiuria d'occhi e rai,
RE RAIMONDOdi popolo e di Sole »! ...
Corre un fremito di orrore in tutta quella folla...
ISABEAU(si fa in fronte e in viso
ISABEAUdi fiamma, poi, pallidissima)
ISABEAU(poi fissando suo padre il Re,
ISABEAUlentamente, con voce ferma)
ISABEAUCosì sia!
ISABEAUE il popolo si prostra ginocchioni
ISABEAUe bacia dove lenta passa la Fanciulla
ISABEAUchiusa nel candore del suo manto conte
ISABEAUdentro ad una vaporosa nuvola
ISABEAUcandidissima.
SYSTEMSECONDA PARTE
LA SCENAQuella parte del Castello di Re Raimondo
LA SCENAdove gli antichi baluardi e spalti,
LA SCENAinutile opera di difesa, ridotti a ridenti
LA SCENAe vivacissimi giardini pènsili, formano
LA SCENAsemicerchio bastionato piombando a picco giù,
LA SCENAdominando le vie e le viuzze
LA SCENAsottostanti, il magnifico panorama della Città
LA SCENAdecorrente lenemente a gradi
LA SCENAdai monti fino al mare, confondendo insieme
LA SCENAe il verde dei boschi e l'azzurro
LA SCENAprofondo delle onde.
LA SCENACome il perverso consiglio di Messer CORNELIUS -
LA SCENAper saviezza di popolo - facesse concludere
LA SCENAun patto di generosa alleanza
LA SCENAdi anime e di cuori fra popolo e Re:
IL POPOLO(inginocchiato innanzi al Re tremante
IL POPOLOdi commozione, pregando impone
IL POPOLOun suo desiderio:
IL POPOLOnon quale già di popolo un desiderio.)
IL POPOLOnon quale già di popolo un desio
IL POPOLOma un Editto di Re
IL POPOLOche come un'alta ispirazion di Dio
IL POPOLOemanasse da Te!...
RE:Sia fatto! È il tuo voler Editto mio!
RE:Il POPOLO:
RE:(si leva prorompendo in grido di gioia vociando
RE:dalle aperte arcate alla Città
RE:e il suo desiderio ora diventato Editto di Re:)
RE:Finestre cieche!
RE:Feritoie spente!
RE:E piazze e vie deserte d'ogni gente!
RE:Campane a storno in suo viaggio pio!
RE:Bandiere sventolanti!
RE:In terra preci e trionfali canti!
RE:In cielo il Sole e Iddio!
UN VEGLIARDO(che dal sommo della torre
UN VEGLIARDOdel Palazzo di Città decreta)
UN VEGLIARDOChe s'occhio uman per frode o per ventura
UN VEGLIARDOguarderà fuori da finestra, porta,
UN VEGLIARDOferitoia, veletta od apertura,
UN VEGLIARDOabbia per noi la sua pupilla morta.
a rispondergli urlando
IL POPOLOSì! Dia, a quegli occhi ognuno aspra feruta
IL POPOLOfinchè la luce dentro vi sia muta.
LE DONNE(avviandosi, discendendo
LE DONNEper l'ampia gradinata seguite da tutto
LE DONNEil popolo, osannano:)
LE DONNELa Vergine cavalchi senza velo,
LE DONNEnuda ma casta, nuda e immacolata,
LE DONNEchiusa in un manto pio di sol e cielo
LE DONNEcome se ancor nel manto suo ammantata!
LE DONNE(e Re Raimondo, sostenendosi
LE DONNEcolla mano alla spalla di Messer Cornelius,
LE DONNEseguito da tutti i Dignitari, si ritira lentamente.)
LE DONNEDalle arcate aperte sulle discesa della Città , ora tutta immersa e come
LE DONNEse fusta in oro nella luce del sole a mezzodì, ecco d'un baleno, come
LE DONNEesseri animati, case e chiese, palazzi e torri, piazze e strade ornarsi
LE DONNEdi fiamme, orifiamme, pennoni ed aste stemmate, vessilli e bandiere,
LE DONNEdrappi e zendadi, veli e tessuti!
LE DONNEPoi è uno stridere di serrature, di catene tese, di catenacci, uno sbattere
LE DONNEdi porte e di imposte sbarrate e chiuse!
LE DONNEEd è un rapido e profondo silenzio che succede così che, ben distinto,
LE DONNEsi può sentire il battere delle zampe ferrate della chinea di Isabeau
LE DONNEcondotta da due palafrenieri ai piedi della gradinata, legata all'anello
LE DONNEdi cavalcata, ed ivi lasciata.
LE DONNE(Sull'alto dello scalone mani femminili
LE DONNEschiudono il pesante cortinaggio.
LE DONNESono Ermyntrude ed Ermyngarde e,
LE DONNEin mezzo i bei capelli d'oro puro
LE DONNEnon più costretti da bende e da giri di perle,
LE DONNEma liberamente sciolti giù
LE DONNEper le spalle e sui seni ricoprendo
LE DONNEcome un manto d'oro tutta la bella
LE DONNEpersona, ISABEAU! Tiene la Fanciulla stretto
LE DONNEa sè il manto che ricopre il fiero,
LE DONNEeroico sacrificio della sua nudità ,
LE DONNEora rivelata soltanto dal candore
LE DONNEdelle braccia e dei piedi.
LE DONNEE si sofferma! - E aspetta l'ora! )
LE DONNEERMYNTRUDE ed ERMYNGARDE:
LE DONNEO Reginotta, gli angioli dal cielo
LE DONNEdiscenderan per intrecciar coll'ale
LE DONNEl'iridescente aureola d'un velo,
LE DONNEe il tuo bel corpo casto e trionfale
LE DONNEespanderà divine luci intorno
LE DONNEcome a meriggio il Sol dà luce al giorno.
LE DONNE(Ed eccola l'ora!
LE DONNELa campana maggiore domina sola
LE DONNEsquarciando l'aria densa di luce coi suoi
LE DONNEdodici rintocchi che si espandono alti
LE DONNEe dovunque afferrati e sussurrati dagli
LE DONNEechi montanini e silvestri.
LE DONNEE Isabeau si avvia lenta, calma, alta la fronte,
LE DONNEimpavida. Fino a capo della gradinata
LE DONNEche scende sulla piazza la seguono le due ancelle;
LE DONNEgiuntavi la Fanciulla vi si sofferma un attimo
LE DONNEancora esitante, ma vince e, bruscamente
LE DONNEcon un rapido motto delle braccia sciolto
LE DONNEil manto che lascia cadere nelle mani
LE DONNEdi Ermyntrude e di Ermyngarde, scende scomparendo
LE DONNEgiù per l'ampia gradinata.
LE DONNELe due ancelle col manto di Isabeau
LE DONNEsi allontanano perla piccola scala nell'attesa del suo ritorno.)
LE DONNE(E come avvenisse che, tornando dall'avere accompagnata la nonna fino
LE DONNEalla più vicina barriera, rientrando in Corte per la porta di soccorso.
LE DONNEFOLCO, sentendo la voce del vegliardo dall'ulto della torre bandire il
LE DONNEDesiderio di un Popolo fatto Editto di Re e le voci della folla tumultuosa
LE DONNEdi ebbrezza rispondere con urli di gioia minacciosa, sentisse la sua
LE DONNEpiccola anima di fanciullo ancora sobbalzare di sdegno dentro di sè,
LE DONNEnon solo non sentendo ammirazione alcuna per questo falso eroismo e
LE DONNEvana ostentazione di affetto popolare per Reginotta, ma interpretandola
LE DONNEinvece non già come la saviezza di un popolo ma soltanto una ferocia e,
LE DONNEperfino, una viltà . E come avvenisse che, tutto compreso di questo suo
LE DONNEragionamento, allo scalpitìo della chinea che gli annuncia il ritorno di
LE DONNEISABEAU, salito sull'alto giardino pènsile, gittasse di lassù fiori e parole
LE DONNEinneggianti alla gloria ignuda di Reginotta, rendendosi così reo per colpa
LE DONNEdei suoi occhi di quella morte così feroce bandita dall'alto della torre da
LE DONNEun vegliardo: )
FOLCO(tutto acceso in viso, tremante d'ira.
FOLCOSteso il pugno contro la Città )
FOLCOO popolo di vili!... O Città vile!...
FOLCOVili gli occhi che treman di guardare
FOLCOla gloria ignuda della sua pietà !
FOLCOCosì è per voi il Fior di sua bellezza
FOLCOla Fanciulla regal prodigherà ?...
FOLCO(e si arresta muto, quasi atterrito,
FOLCOgli occhi larghi, la fronte corrugata tutto
FOLCOcompreso nell'asprezza del suo pensiero severo;
FOLCOpoi, come se per una offesa
FOLCOpatita, pensa:)
FOLCOOr solo intorno inanimate cose!,
FOLCOla luce senza palpiti del Sole!,
FOLCOla terra muta!, l'erbe silenziose!,
FOLCOnon anime, non vite e non parole!
FOLCO(e di nuovo tace come se le parole
FOLCOche gli prorompono fuori dall'anima sdegnosa
FOLCOgli aprissero, uscendo., ferita dolorosissima...
FOLCOMa il silenzio gli è anche più doloroso,
FOLCOcome una viltà . E Folco si commuove,
FOLCOe in pena con voce dolorosa:)
FOLCOE passerà la viva creatura
FOLCOentro il silenzio delle cose morte?
FOLCONessun le griderà : « Gloria a te, pur,
FOLCOin tua nudità severa e forte! »?
FOLCOE non tumulto di commosso core
FOLCOpalpiterà a tua visione intorno,
FOLCOGloria d'umanità , Gloria d'amore...
FOLCOma un muto sole e l'ironia del giorno?
FOLCO(E, nel dire, prorompe in singhiozzi.
FOLCOMa un alito di vento dal giardino pènsile,
FOLCOcolle fragranze dei fiori gli arreca lo scalpitio
FOLCOdella chinea di Isabeau, ma vedendo
FOLCOil sole irradiare il giardino
FOLCOe trionfare tra i fiori, preso dal baleno improvviso
FOLCOdi un'idea:)
FOLCOSe vili tutti qui, vile non io!
FOLCO(e come se ancora rivolgesse
FOLCOnel suo pensiero la parola ad Isabeau)
FOLCOOr ben io ti farò tutta fiorita!
FOLCOE se non gli occhi i rai che all'uom diè Dio ..
FOLCO(e Folco, mentre così forte parla, sale!,
FOLCOpenetra nel giardino!, rapido strappa fiori!;
FOLCOe già sentendo giù in basso lo scalpitio
FOLCOdella chinea nel ritorno radere le mura alte
FOLCOdella Reggia., si affaccia fuori e gitta a piene mani fiori: )
FOLCOfiori!...
FOLCOe i miei occhi!...
FOLCOe tutta anche la vita'
FOLCO(e sempre più esaltato continua inneggiando
FOLCOe gittando sempre fiori)
FOLCOGigli al bel giglio della tua bianchezza
FOLCOed alle rose del tuo seno rose!
FOLCOE freschezza di fiori alla freschezza
FOLCOdelle tue forme pure e gloriose!
FOLCO(Fuori alto echeggia come un gemito
FOLCOil grido di sdegno della Fanciulla offesa.
FOLCOLe accorrono incontro le due fide ancelle
FOLCOmentre dalla Città urla feroci di plebaglia scoppiano!
FOLCOSi aprono tutte le case e sembrano rovesciarsi già nelle vie!
FOLCOE sono urli e bestemmie!)
FOLCO« Occhio malvagio ha visto!
FOLCODove?
FOLCOA Corte? »
FOLCO(E la Reggia è invasa!
FOLCOEd è in mezzo a quel giardino
FOLCOche Folco è investito da )
ruggente
UNA FOLLAChe non ci sfugga!
UNA FOLLAAmmazza!
UNA FOLLAA morte!
UNA FOLLA(A tempo il Faidit, il Siniscalco, il Connestabile
UNA FOLLAe il Gran Prevosto accorrono e
UNA FOLLAstrappano Folco da quelle mani omicide!
UNA FOLLAEd ecco il Re!,
UNA FOLLAEd ecco tutti anche della Carte! )
sorpreso:
MESSER CORNELIUSIl boscaiolo!
MESSER CORNELIUS(Or ecco anche Isabeau!
MESSER CORNELIUSÈ una Isabeau stranamente trasformata!
MESSER CORNELIUSÈ una Isabeau tutta bella per le fiamme dello sdegno,
MESSER CORNELIUSi capelli ancora disciolti e sconvolti pel veloce cavalcare
MESSER CORNELIUSdella chinea libera per la Città deserta...
MESSER CORNELIUSE vede Folco! )
ISABEAUFolco !
con profonda dolcezza di voce
FOLCOPer morire !
SYSTEMTERZA PARTE
LA SCENADove il Castello di Re Raimondo
LA SCENAnella sua parte inferiore mette in comunicazione
LA SCENAle prigioni e gli accasermamenti degli armigeri
LA SCENAcolla piazzetta della Città dove
LA SCENAvengono eseguite le alte opere di giustizia.
LA SCENAIn alto è l'Oratorio regale che fronteggia
LA SCENAil giardino pènsile. La porta de' sotterranei
LA SCENAche conduce alle prigioni è in basso
LA SCENAe si apre entro ad una vòlta tetra
LA SCENAsopra una scala tortuosa e oscura.
LA SCENAL'entrata signorile è al lato opposto.
LA SCENA(Non sempre, alle preghiere che un'anima rivolge
LA SCENAa Dio, la implorata sapienza
LA SCENAdivina scende a portare luce nelle profonde
LA SCENAtenebre della incertezza umana:)
LA SCENAÈ un vespero alto; un sole obliquo e rossastro infuoca
LA SCENAdove può libero irradiare pinacoli, loggette, baluardi.
LA SCENAL'Oratorio pare avvampi di fiamme.
LA SCENAErmyntrude od Ermyngarde inginocchiate sul, piccolo
LA SCENAlargo sembrano due visioni d'anime in purgatorio così
LA SCENAcome, ora, le anime del purgatorio sono immaginate dai
LA SCENApittori sui muri de' chiostri e dei camposanti.
LA SCENADall'estremo dell'Oratorio viene un soave e tenue gemere
LA SCENAdi clavicordo.
LA SCENAERMYNGARDE ed ERMYNGARDE:
LA SCENA(vi si accompagnano leggendo
LA SCENAe sussurrando sul loro Libro delle Ore
LA SCENACantilena sacra in forma di cuore».)
LA SCENAA Te umilmente
LA SCENApreghiam grazie implorando
LA SCENAla tua magnificenza laudando
LA SCENALa Cantilena in sue cadenze lente
LA SCENAvarchi del ciel l'immacolata neve
LA SCENAe a Te con dir soave
LA SCENAe con parola pia
LA SCENAmormori lieve
LA SCENAun Ave
LA SCENAMaria
ISABEAU(appare nel vano della porta dell'Oratorio; la
ISABEAUIsabeau -ancora tutta chiusa le belle forme virginali nel
ISABEAUsuo manto e la chioma nelle bende claustrali.
ISABEAUSulla fronte le sfavilla ancora più intensamente, sotto il
ISABEAUsole occiduo, la lagrima di sangue del rubino regale.
Così assorta appare la Fanciulla che, Ermyntrude ed
ISABEAUErmyngarde, non osando distoglierla dalle sue medita
ISABEAUzioni si allontanano.)
ISABEAU(scende lentamente.
ISABEAUE ripensa ai rapidi avvenimenti!
ISABEAUE un brivido le corre in tutta la persona
ISABEAUalla imminente tragica fine
ISABEAUdi così rapida e strana giornata:)
ISABEAUVenne una vecchierella a la mia Corte;
ISABEAUcon tarda voce e tremola implorò,
ISABEAUe del mio cor così schiuse le porte
ISABEAUm'affidò Foleo e al bosco suo tornò.
ISABEAUCon occhi dove un'anima tremava
ISABEAUFoleo ne' miei tremante s'affilò;
ISABEAUcon gli occhi dove un'anima sognava
ISABEAUnella pietà de' miei si rifugiò.
ISABEAUE gli occhi miei d'ignota umanità
ISABEAUvider la luce trionfale e forte;
ISABEAUio da un desìo fui vinta di pietà ...
ISABEAUE questa mia pietà gli dà la morte!
ISABEAUAh, questo solo: questo è il triste ver
ISABEAUche in me tortura l'anima, il mio cor,
ISABEAUtutto il mio sangue, tutti i miei pensier?...
ISABEAUEd è colpa! È rimorso? Ed è dolor!
ISABEAU(Improvvisi acuti strilli di donna salgono su dalla piccola piazza.
ISABEAUInvano trattenuta da armigeri che vorrebbero impedirle di entrare.)
ISABEAUGIGLIETTA o GIGLIERETTA:
(entra correndo e, veduta
ISABEAUReginotta disperatamente:)
ISABEAUReginotta, ridammi la sua vita!
ISABEAU(e nella voce della vecchia vibrano,
ISABEAUpiù che la mitezza
ISABEAUo la umiltà di una preghiera,
ISABEAUun rimprovero e il corruccio:)
ISABEAUNo, tu non lascierai
ISABEAUquelli occhi di fanciullo, quelli sguardi
ISABEAUmiti morir
ISABEAUsotto i mille ferir
ISABEAUdi spade, lance e dardi!
ISABEAUDi mille morti Foleo all'agonia
ISABEAUtu così pia
ISABEAUabbandonar potrai?
ISABEAU(e, con occhi fissi, la vecchia
ISABEAUguarda severamente la Fanciulla.)
essa pure inorridita:
ISABEAUOrrore!...
ISABEAUÈ orror!...
ISABEAUÈ orror che offende Iddio.
ETHEL(che si è poco prima frapposto tra Giglietta
ETHELe gli armigeri, intervenendo)
ETHELÈ l'Editto del popolo!...
ETHELPer vendicarti!...
ETHEL(Infatti orrende grida di popolo
ETHELche reclamano il prigioniero salgono violente)
ETHEL(Ad un gesto di orrore di Isabeau, Ethel,
ETHELcomparendo fuori innanzi al popolo
ETHELin furore, ne doma e acqueta la furia.)
ISABEAU(coglie l'occasione di Ethel sceso giù
ISABEAUnella piccola piazza fra il popolo e
ISABEAUsolleva la vecchietta:)
ISABEAUNon pianger più !...
ISABEAUGià l'ora invita
ISABEAUe fugge via:
ISABEAU(e traendola con sè, guardandosi intorno inquieta,
ISABEAUle addita la piccola scala
ISABEAUche conduce alla porta di soccorso: )
ISABEAUScendi!...
e la sospinge dolcemente
ISABEAU...e laggiù
ISABEAUaspettalo!...
GIGLIETTA(afferrandosi stretta a Reginotta,
GIGLIETTAguardandola ancora fisa negli occhi con occhi
GIGLIETTAdove sono tutte le morti e tutte le vite:)
GIGLIETTAGli salverai la vita?
con impeto:
ISABEAUSì.
GIGLIETTAGiura'...
ISABEAU(alza la mano verso il cielo,
ISABEAUcon voce fatta solenne e ferma)
ISABEAUGiuro sulla vita mia!
ISABEAUL'ultimo sole vibra l'ultimo suo raggio rossastro
ISABEAUstrappando al rubino regale
ISABEAUsulla candida fronte di Isabeau ancora
ISABEAUpiù intensa la favilla sanguigna!
ISABEAUGiglietta scende via rapida.
ISABEAUSon dolorosa: ed il perchè non so
ISABEAUÈ la coscienza inquieta?...
ISABEAU(e, vedendo il cugino Ethel tornare
ISABEAUdalla piccola piazzetta, così si rivolge a lui:)
ISABEAUDeh, vi prego!...
ISABEAUe additando verso le prigioni:
ISABEAUVorrei vederlo!...
e soggiunge quasi timorosa di un rifiuto
ISABEAUQui gli parlerò...
ISABEAUNon datemi diniego!...
ETHEL(per diritto di stemma riconosciutogli
ETHELda Re Raimondo e per quello di nascita,
ETHELGran Connestabile, con voce dove trema
ETHELuna rispettosa e profonda ammirazione )
ETHELOh, no! Nulla saper
ETHELio voglio...
ETHEL(e accennando che obbedirà
ETHELal suo desiderio, interrompendo il suo dire)
ETHELSo ben io
ETHELche ne' vostri pensier
ETHELsempre v'è Iddio.
ETHEL(Fatto cenno agli armigeri scende
ETHELper la vòlta bassa, oscura, giù nelle prigioni
ETHELdove Folco fu rinchiuso.)
ETHELAlto è già il tramonto; imminente la sera.
ETHELIsabeau in silenzio aspetta.
ETHELE come nel sentire da ETHEL che,
ETHELin attesa della sua imminente e tragica
ETHELmorte, FOLCO abbia potuto
ETHELnella prigione addormentarsi, cada sull'anima
ETHELinquieta di ISABEAU siccome un nuovo fatto
ETHELcosì impenetrabile e misterioso da rimanerne,
ETHELse fosse possibile, anche più sorpresa, più torturata
ETHELe, quasi offesa anche:
ETHELDormiva
ETHEL(Ed Isabeau rimase colpita anche più profondamente da quel «dormiva»!
ETHELEd i suoi pensieri in gran tumulto tornano impetuosamente ad affannarla.
ETHELUna campana suona lenti rintocchi gravi e mesti. )
ETHEL(guardando al mare ed ai monti
ETHELgli ultimi agonizzanti palpiti del sole)
ETHELÈ il coprifoco.
ETHELBatte l'ala pel cielo l'ora della pace.
ETHEL(Un capo d'arme seguito da due armieri
ETHELviene a fissare in un portatorce murale
ETHELuna torcia accesa.)
UNA VOCE LONTANISSIMAOr tutto tace; nel domestico lare
UNA VOCE LONTANISSIMAsol canta il focolare
UNA VOCE LONTANISSIMAle canzoni del foco.
dalla barriera della Città :
ALTRA VOCEGiù le saracinesche
ALTRA VOCEd'ogni barriera!...
dalle velette
VOCE DI COMANDORinnovate le scolte alle bertesche!...
ETHEL(allontanandosi per la porta
ETHELsignorile del Castello:)
ETHELEcco la sera!
Il silenzio è ora profondo
ETHEL(Ed ecco Folco, gli occhi ancora assonnati, fra due armigeri seguendo
ETHELil Capo d'arme che poi lo lascia solo con Isabeau.)
ETHELE come, finalmente, dalle profondità misteriose
ETHELdelle anime e dalle tenebre della incertezza umana
ETHELsorgono la verità e la luce., e, su dai cuori per
ETHELle labbra - finalmente - anche i' grido trionfale dell'amore:
ISABEAUDormivi? !
FOLCO(al rimprovero della Fanciulla
FOLCOrisponde con dolcezza)
FOLCOSognavo?
ISABEAUSognavi?... Coscienzìa
ISABEAUnon dunque rimorde nè turba il tuo cor?
FOLCOSognavo felice!
ISABEAUNon tremiti?... lagrime?...
FOLCOSognavo felice!
ISABEAUNon ansie?... terror?...
FOLCONon tremiti!... pianto!... non ansie e terrori
ISABEAUSai tu la tua sorte?
FOLCODolcissima sorte!
FOLCONel sogno appariva, tra luci e fulgor,
FOLCOtrionfo di stelle, trionfo di fior...
ISABEAUSai tu la tua morte?...
FOLCODolcissima morte!
FOLCOTrionfo di stelle! Trionfo di fiori
ISABEAUNon d'anima dubbii?...
ISABEAU(e con voce dove singhiozza
ISABEAUtutto il tumulto della sua anima in pena)
ISABEAUTu sogni e non senti
ISABEAUrimorsi per l'onta che ancora mi crucia?...
FOLCOTu senti che menti.
ISABEAUAncora mi brucia
ISABEAUl'ingiuria, e la neghi?
FOLCOTu non senti che menti.
FOLCONè ingiuria o vergogna...
lo interrompe
ISABEAUViltà !
FOLCONè viltà .
FOLCO(E sotto la ingiuria che gli ritorce la Fanciulla,
FOLCOtrova accento e forza per difendersi:)
FOLCOFu vile l'Editto che vili fè gli uomini,
FOLCOche il dì soffocato ha in notte affannosa,
FOLCOche spento ha la vita e creato il silenzio
FOLCOintorno al trionfo di vergin gloriosa.
FOLCO(e, gli occhi vibranti di una luce nuova,
FOLCOocchi palpitanti, occhi di anima:)
FOLCOIl Sol ti ha guardata e baciata col raggio,
FOLCOlo sguardo e il suo bacio t'ha forse ingiuriata?
FOLCOE il fior che d'effluvi in vita ha esalata
FOLCOsul bianco tuo seno fu dunque un oltraggio?
sempre fissandola
FOLCOQui sola, tu sola eroina?
FOLCO(con grande entusiasmo nella voce,
FOLCOche si è a poco a poco trasformata
FOLCOdivenendo chiara, limpida,
FOLCOsquillante, trionfale:)
FOLCOLa sorte
FOLCOche i forti soccorre ha me scelto e chiamato.
fieramente
FOLCOA te la tua Gloria! A me la mia morte!
FOLCO(ritrovando improvvisamente
FOLCOancora l'accento di dolcezza di prima)
FOLCOQuest'era il mio Sogno...
FOLCOPerchè m'hai svegliato?
ISABEAU(palpitante, gli occhi lagrimosi ancora
ISABEAUma dove è penetrata e si è transfusa
ISABEAUuna luce di dolcezza
ISABEAUdalla dolcezza del dire di Folto,
ISABEAUpresa da un dolcissimo
ISABEAUlanguore in muta contemplazione
ISABEAUdi quegli occhi d'anima che la guardano,
ISABEAUla rimproverano e la penetrano tutta,
ISABEAUsi trasforma, si trasfigura:)
ISABEAUI tuoi occhi!... Gli aperti
ISABEAUocchi soltanto
ISABEAUcolpevoli!
ISABEAULa colpa è de' tuoi occhi
ISABEAUche invano pianto
ISABEAUpurifica!
ISABEAULuce è memoria! Gli occhi
ISABEAUson la memoria!
ISABEAURimembrano!
ISABEAUArditi e vivi guardano
ISABEAUe, peggio ancora.
ISABEAUrinarrano!
FOLCOGiusto dunque è l'Editto?
FOLCOSol morte oblìa
FOLCOche è tènebra!
ISABEAUNo!
ISABEAUe avvicinandoglisi:
ISABEAUFuggirai! - Lontani
ISABEAUda me quegli occhi
ISABEAUche narrano!
FOLCODove?
FOLCOCh'io varchi terre,
FOLCOlande, montagne,
FOLCOoceani
FOLCOtu sei qui, dentro, ignuda,
FOLCOaudace, bella
FOLCOe gloria
FOLCOsempre! - Ch'io fugga? E meco
FOLCOtu fuggi, immagine
FOLCOed anima!
FOLCOE tu mi segui ovunque;
FOLCOnon morto!
FOLCOMorto?
FOLCOSei libera!
ISABEAUin un singhiozzo:
ISABEAUNon voglio che tu muoia?
FOLCOPerchè?
ISABEAUTi prego
ISABEAUdi vivere!
e scoppia in pianti lunghi e dolorosi
FOLCO(all'improvviso dolore
FOLCOche gli viene dalle lagrime
FOLCOdi Isabeau, si lascia cadere
FOLCOginocchioni ai piedi di lei: )
FOLCOIo sol che implori!... Lasciami
FOLCOmorir!...
FOLCOSon io
FOLCOche supplico!
FOLCO(e trascinandosi ginocchioni
FOLCOfin presso a lei:)
FOLCOUn'ultima preghiera...
FOLCOPerdona li occhi
FOLCOcolpevoli!
ISABEAU(improvvisamente assorta in un pensiero,
ISABEAUnon lo ascolta. Di sùbita gioia risplende
ISABEAUtutto il suo viso: l'enigma che ha angosciata
ISABEAUla sua anima umanamente si dissipa)
ISABEAUSol gli occhi d'uno sposo
ISABEAUnon dà nno offesa
ISABEAUe ingiuria...
FOLCO(si solleva rapido, quasi sdegnato
FOLCOe respingendo la pietà che gli viene offerta
FOLCOdalla Fanciulla Regale, risponde
FOLCOad Isabeau le parole colle quali, durante la
FOLCO« Lizza Cortese » essa ha risposto
FOLCOal Cavalier Faïdit:)
FOLCONo! No!... Questa è pietà !...
ISABEAU(strappandosi dal capo le bende claustrali,
ISABEAUdi dosso il manto, offrendosi tutta
ISABEAUal giovane, con larghe
ISABEAUle braccia tese, invocandolo:)
ISABEAUPietà ?... Non vedi?...
ISABEAUE' amor!
FOLCO(gli occhi felici immersi
FOLCOin quelli della Fanciulla:)
FOLCOIl mio Sogno!...
FOLCOAmore!...
FOLCOLa profezia di Dio?... La gran parola
FOLCOdal mistero d'un sogno rivelata!...
FOLCOIo vivo in te, trionfalmente, o amor!
ISABEAUSogno di core che s'avvera! - E in core
ISABEAUio t'entro! E, stanca d'esser sempre sola,
ISABEAUchiedo asil al tuo cor che m'ha sognata!
ISABEAUIo vivo in te, trionfalmente, o amor!
poi si stacca da Folco e tutta sorridente, trasformata:
ISABEAUQui attendi, Folco!...
ISABEAUAmor mi da grand'ali...
ISABEAU(e interrompendosi, senza altro dire, la Fanciulla, arditamente, sale la scalea
ISABEAUche mette alle stanze regali per gridare al Re suo padre la novella di «essersi
ISABEAUfinalmente Isabeau piegata ai suoi comandi scegliendosi uno sposo ».)
ISABEAUCome «l'avvenire di fortune e di grandezze »
ISABEAUper « FOLCO suo » intraveduto da GIGLIETTA
ISABEAUo Giglieretta, nell'alba rosea di un giorno sereno,
ISABEAUquasi già realtà , improvvisamente,
ISABEAUper bizzarìa di eventi, finisca stroncato
ISABEAUda una sanguinosa tragedia al tramonto.
ISABEAU(Dietro di una colonna dove ha potuto non visto celarsi,
ISABEAUdi dove ha potuto in tempo udire gli impetuosi entusiasmi
ISABEAUdegli amanti, ed ha potuto comprendere
ISABEAUl'intenzione della Fanciulla)
concitato:
MESSER CORNELIUSAh, per mia fè,
MESSER CORNELIUSgiammai!
MESSER CORNELIUS(e, mentre il giovane boscaiuolo è assorto
MESSER CORNELIUSnella dolcezza trionfale del suo sogno
MESSER CORNELIUSavverato, scende rapido verso il corpo di guardia:)
MESSER CORNELIUSSalviamo trono e Re?
Di nuovo scoppiano le orribili minaccie; e si avvicinano:
IL POPOLOÈ nostro?... È nostro?...
UN VEGLIARDO(ecco apparire tenendo aperto
UN VEGLIARDOl'Editto e agitandolo trionfalmente.
UN VEGLIARDOPochi audaci dapprima lo seguono
UN VEGLIARDOosano penetrare; entrano!
UN VEGLIARDOAltri sopraggiungono:)
UN VEGLIARDOFuori! Fuori!
UN VEGLIARDO(Uno osa afferrare Folco;
UN VEGLIARDOpoi tutti osano! E cento braccia
UN VEGLIARDOatterrano il giovane boscaiuolo!
UN VEGLIARDOE d'un colpo violentemente Folco
UN VEGLIARDOè spinto e trascinato fuori,
UN VEGLIARDOgiù nella piazzetta che torcie rossastre
UN VEGLIARDOilluminano sinistramente.)
UN VEGLIARDOAl nero
UN VEGLIARDOtrave leghiamolo! Morte! A la gogna!...
UN VEGLIARDOPria la vergogna!...
UN VEGLIARDOtutte le morti poi al falconiero!
UN VEGLIARDOColpi di martello, accompagnano le orribili grida.
voce vibrante amore e felicità :
ISABEAUFolco!... Mio Folco!...
ISABEAUentra! guarda!, cerca!
ISABEAUFoleo?
Ed ode i1 tumulto di fuori
ISABEAUOh, grida orribili!...
ISABEAU(Un brivido prima, un sospetto atroce,
ISABEAUpoi subito!... e corre!, apre la cortina!
ISABEAUe vede!, e vede!:)
ISABEAUAh, le feroci belve!... Foleo! Foleo!...
ISABEAU(e scende!, rapida!, correndo!, gridando!,
ISABEAUforte! con voce quasi non più umana)
ISABEAUSon Isabeau!... Son Isabeau!... Son io! ...
ISABEAUCon te! ... Con te!...
ISABEAUe un gemito trionfale uoi:
ISABEAUCosì!... Per sempre!...
terribile di orrore nel popolo
UN GRIDOOrrore!
UN GRIDOReginotta è ferita!
FOLCOTu ferita? ...
ISABEAUPer sempre tua, così!... Così!... Mi senti?...
FOLCOIo ti veggo Isabeau'....
FOLCOHo gli occhi spenti,
FOLCOma veggo il Sogno d'or... il sogno mio!
FOLCO(Le due voci si affievoliscono
FOLCOe si spengono dolcemente.)
ISABEAUO Folco mio!...
FOLCOMio Amorel
FOLCOISABEAU e FOLCO:
FOLCOL'anima'....
FOLCOE gli occhi!...
FOLCOE tutta anche la vita!
FOLCO(e le voci si acquetano per sempre felici
FOLCOnel destino del loro trionfo
FOLCOumano ma immortale.)
FOLCOSale dalla sottostante piazzetta e si espande
FOLCOpei larghi vani delle arcate
FOLCOla rossastra sanguinosa luce delle torcie;
FOLCOdalle finestre che, su colonnine
FOLCObinate, in alto, aperte, corrono seguendo
FOLCOl'ordine delle arcate, appare fuori la parte alta
FOLCOdella Città tutta bianca nel plenilunio e,
FOLCOsopra il cielo intensamente sereno scintillante di stelle.
SYSTEMFINE