Quel ribelle, e quell'ingrato

Mozart, Wolfgang Amadeus

Respira alfin, respira,

o cor di Mitridate. Il più crudele

de' tuoi timori ecco svanì. Quel figlio

sì caro a te fido ritrovi, e in lui

non ti vedrai costretto

a punire un rival troppo diletto.

M'offenda pur Farnace:

egli non offre al mio furor geloso,

che un odiato figlio, a me nemico,

e de' Romani ammiratore antico.

Ah se mai l'ama Aspasia,

se un affetto ei mi toglie a me dovuto,

non speri il traditor da me perdono:

per lui mi scordo già che padre io sono.

Aria:

Quel ribelle, e quell'ingrato

vuò che al piè mi cada esangue,

e saprò nell'empio sangue

più d'un fallo vendicar.

Non è figlio un traditore

congiurato a' danni miei,

che la sposa al genitore

fin s'avanza a contrastar.