Così di ben amar porto tormento
A. Notari
Così di ben amar porto tormento
E del peccato altrui chieggio perdono;
Anzi del mio: che dovea torcer gli occhi
Dal troppo lume, e di sirene al suono
Chiuder gli orecchi: ed ancor non men pento
Che di dolce veleno il cor trabocchi.
Aspetto io pur che scocchi
L'ultimo colpo chi mi diede 'l primo:
E fia; s'io dritto estimo,
Un modo di pietate occider tosto,
Non essendio disposto
A far altro di me, che quel, che soglia:
Che ben mor, chi morendo esce di doglia.