Aure giacche non posso

B. Strozzi

Aure giacche non posso

dall'idol mio lontan

dirgli il mio duolo

con voi portate à volo nel sendi

Lidio i miei sospiri ardenti.

Ma non fermate o venti

temo che le mie fiamme

sten prino il vostro gelo

è ch'infocato il cielo

dall'ardor mio profondo

partorir possa un novo incendio al mondo.

Il mio cor che sta lontano

dalla sfera del suo foco

mai non posa e cerca invano

trovar quest'in nessun loco.

È follia che lontananza

sani mai le piaghe al core

se più cresce e più s'avvanza

in me ogn'or l'aspro dolore.

Per far più possenti

suoi colpi cupido

lontana l'infido

la corda dall'arco.

Cosi mentr'io varco altre onde

altre arene lontan dal mio bene

io provo nel core

più acuti gli strali

del nume d'amore.

Tornatemi o catene al bel che mi legò

amante fortunata all'or cantar potrò

che lontananza vana

fa nove piaghe al core e non le sana.