Che si può fare

B. Strozzi

Che si può fare

le stelle

rubelle

non hanno pietà

che s'el cielo non da

un influso di pace

al mio penare

che si può fare.

Che si può dire

da gl'astri

disastri

mi piovano ogn'or;

che si può dire

che le perfido

amer un respiro

di niega al mio martire

che si può dire.

Così va rio destin forte

tiranna gl'innocenti

con danna

così l'oro più fido

di costanza e di fè

lasso convienelo raffini d'ogn'or

fuoco di pene.

Sì, sì, sì, sì penar

deggio che darei sospiri

deggio trarne i respiri.

In aspri guai per eternarmi

il ciel niega mia sorte

al periodo vital

punto di morte.

Voi spirti dannati

ne sete beati

s'ogni eumenide ria

sol' è intenta a crucciar

l'anima mia.

Se sono sparite

le furie di Dite

voi ne gl'elisi eterni

i di trahete

io coverò gl'inferni.

Così avvien a chi tocca

calcar l'orme d'un cieco

alfin trabbocca.