Hor che Apollo è à Theti in seno
B. Strozzi
Hor che Apollo è à Theti in seno
E il mio sol stà in grembo al sonno
Hor ch'à lui pensand'io peno
Ne posar gl'occhi miei ponno.
A questo albergo per sfogar il duolo
Vengo piangente innamorato e solo.
Sì, sì, Filli, questo core
Che per Amor si more,
A' te vien supplicante
De tuoi bei lumi amante.
Mira al piè tante catene
Lucidissima mia stella
E se duolti ch'io stia in pene
Sì men cruda ò pur men bella.
Se men cruda pietade havrò
Del mio servir saprò che m'ami
E se men bella io frangerò
I legami.
Vedi al core quante spine
tu mi dai vermiglia rosa,
E se sdegni mie rovine
Sì men fiera ò men vezzosa.
Mà isfogatevi,
Sprigionatevi,
Miei sospir,
S'io già comprendo
Che di me ride Filli,
Anco dormendo.
Ride de miei lamenti certo, questa crudele
E sprezza i prieghi miei le mie querele.
Deggio perciò partir senza conforto
Se vivo non mi vuoi, mi vedrai morto.
Mentre altrove il piè s'invia,
Io ti lascio in dolce oblio.
Parto, Filli, parto anima mia,
Questo sia l'ultimo à Dio.