Luci belle, deh, ditemi perchè

B. Strozzi

Luci belle, deh, ditemi perché

sempre altere e dispietate

vi mostrate

non curando amor e fé.

Formò Fallari tiranno

contro i rei fiero istromento,

pur alfin nell'empio inganno

breve morte era il tormento.

Io solo, ahi lasso, per più cruda sorte

con perpetuo penar provo la morte.

Or voi arbitre siate al mio dolore

se nel regno d'amore

più infelice amator vi sia di me.

Là nel regno de' tormenti

dolce suon d'ismaria cetra

sin da' cerberi frementi

pure alfin pietade impetra;

io, fatto esempio a' sfortunati amanti,

spargo invano sospir, accenti e pianti.

Or dunque al mio pregar sorde e rubelle,

ho da dir, crude stelle,

che nel ciel di beltà pietà non v'è.